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Sanità. Venturi (Fondazione The Bridge): “Aumentare finanziamento FSN non basta: la spesa sanitaria va riclassificata”

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Professor Alessandro Venturi - Vicepresidente di Fondazione the Bridge
Professor Alessandro Venturi - Vicepresidente di Fondazione the Bridge

Sanità, la dichiarazione del vicepresidente della Fondazinoe The Bridge, Alessandro Venturi audito dalla Commissione Affari Sociali della Camera

Sanità.“È sicuramente auspicabile aumentare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, anche perché ci sono servizi, come quelli orientati verso il disagio giovanile, i disturbi del comportamento alimentare, la neuropsichiatria infantile o la psichiatria dell’adolescenza, che rappresentano un vulnus eccezionale a cui è doveroso cercare di porre rimedio. Ma aumentare le risorse non è una misura sufficiente, la spesa sanitaria va invece riclassificata”. Lo ha detto il Vicepresidente di Fondazione the Bridge, Alessandro Venturi, durante l’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sulle “Disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale”.

“La stratificazione dell’aumento della spesa – ha precisato Venturi – comporta ritardi nella riorganizzazione della spesa stessa e questo è un punto cruciale. Una parte significativa dell’attuale spesa sanitaria, già stanziata nel Bilancio dello Stato, andrebbe rimodulata per liberare risorse da orientare verso nuovi bisogni. Sono perplesso sulla possibilità di aumentare la spesa senza una sua riclassificazione, perché tutte le volte che nel nostro Paese vengono iniettate risorse pubbliche, come ad esempio il PNRR, tale iniezione non si trasforma in un esempio virtuoso di ripensamento delle politiche pubbliche, al fine di orientare più correttamente l’impiego delle risorse”.

Per Venturi, inoltre, è “fondamentale una revisione di alcuni profili di governo del sistema sanitario nazionale, come le professioni sanitarie e i comparti assicurativo e mutualistico. Ciò consentirebbe di rendere sostenibili dal punto di vista dei conti pubblici le proposte di legge sul sostegno finanziario del SSN. Oggi, infatti, rispetto al tasso di crescita del Paese appare poco verosimile immaginare che nei prossimi anni il finanziamento del sistema sanitario nazionale possa contare sui 40 o 45 miliardi che servirebbero per completare il quadro dell’offerta attuale” ha concluso.

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