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Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: simboli del giornalismo libero

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Ilaria Alpi e Miriam Hrovatin
foto da redazione

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: chi erano i due giornalisti, assassinati e divenuti simbolo del giornalismo internazionale

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin erano due giornalisti italiani che divennero note per il loro lavoro di inchieste investigative. Nel 1994, mentre stavano lavorando su un’inchiesta riguardante il traffico di armi dalla Somalia all’Italia, furono uccise a Mogadiscio, in Somalia.

Ilaria Alpi, nata a Roma nel 1961, e Miran Hrovatin, un cineoperatore sloveno, erano entrambi impegnati nell’ambito del giornalismo investigativo. La loro carriera li ha portati a lavorare insieme su diverse inchieste di rilevanza internazionale, con particolare attenzione ai conflitti e alle situazioni critiche nel Corno d’Africa

La vicenda

La loro morte è ancora avvolta da mistero e c’è stata molta speculazione su chi possa essere stato responsabile dell’omicidio e quali fossero i motivi sottostanti. Il loro lavoro e la loro tragica fine hanno attirato l’attenzione internazionale e sono diventati simboli di giornalismo coraggioso e di ricerca della verità.

Nel 1994, Alpi e Hrovatin si trovarono in Somalia, lavorando su un’inchiesta riguardante il traffico di armi e altri loschi traffici che coinvolgevano sia l’Italia che la Somalia. Il loro coraggio nel voler rivelare verità scomode li ha resi bersagli di forze oscure e minacce.

Il 20 marzo 1994, mentre erano a bordo di un’auto con l’autista somalo, i due giornalisti furono attaccati da uomini armati a Mogadiscio. L’attacco ebbe un epilogo tragico: Alpi e Hrovatin furono uccisi, mentre l’autista riuscì a fuggire.

La loro morte scatenò un’ondata di indignazione e suscitò interrogativi su chi potesse essere stato dietro a questo omicidio. Le indagini, purtroppo, non portarono mai a una conclusione definitiva, lasciando molti dubbi e interrogativi irrisolti sulle circostanze della loro morte.

Dopo la morte

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sono stati ricordati come eroi del giornalismo, sacrificatisi nel loro impegno per portare alla luce verità che molti preferivano tenere nascoste. Le loro storie e il loro lavoro hanno ispirato molti altri giornalisti e cittadini ad impegnarsi per la verità e la giustizia, nonostante le minacce e le difficoltà.

Il loro ricordo vive attraverso il coraggio di coloro che continuano a combattere per la verità e la giustizia in tutto il mondo. La loro storia serve anche da monito su quanto sia importante proteggere la libertà di stampa e il giornalismo investigativo, fondamentali per una società informata e libera.

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin possono essere considerati simboli di un’ideale di giustizia e verità, e il loro sacrificio non sarà mai dimenticato.

Oggi la commemorazione da parte del Presidente Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«A trent’anni dall’agguato mortale che spezzò le vite di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, il loro ricordo è presente come nei giorni drammatici in cui la terribile notizia da Mogadiscio piombò sul nostro Paese. Erano giornalisti di valore alla ricerca in Somalia di verifiche e riscontri su una pista che avrebbe potuto portare a svelare traffici ignobili. Le Medaglie d’oro al Merito Civile, di cui Alpi e Hrovatin sono stati insigniti, testimoniano il valore che la Repubblica riconosce alla loro opera.

Un prezzo pagato nell’esercizio di un diritto, quello all’informazione, che è un presidio essenziale alla libertà di tutti e un pilastro su cui si regge la vita democratica. Gli assassini e i mandanti sono ancora senza nome e senza volto dopo indagini, depistaggi, ritrattazioni, processi finiti nel nulla. È una ferita che riguarda l’intera società. Le Istituzioni sanno che non ci si può mai arrendere nella ricerca della verità.

Il valore dell’autonomia della stampa libera è sotto attacco in tante parti del mondo. Molti giornalisti pagano con la vita la loro indipendenza dai poteri, la loro ricerca di verità.

Il ricordo di Alpi e Hrovatin suona anche impegno, a rimuovere gli ostacoli alla libertà di informazione, ovunque si manifestino». nota stampa

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