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Politica

NdC. Mastella: “Pd, pazienza politica in esaurimento: così non va”

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Benevento

Clemente Mastella segretario nazionale NdC: “Autonomia: Sindaci elemento di mediazione, non partecipo a rivoluzioni”

“Con il Pd la pazienza politica è in via di esaurimento, così non va: non possiamo stare con chi pratica un odio sordo contro di me che si riverbera sulla mia comunità politica, non possiamo stare con chi ci soffia l’assessore regionale e poi i consiglieri regionali eletti dal nostro popolo con i nostri voti, praticando una forma esecrabile di ladrocinio politico: il Pd ha preso i nostri voti e poi ci fa la guerra, più violentemente – in molti casi – della Destra che però non ha preso i nostri voti”, così il segretario nazionale di NdC Clemente Mastella a Benevento durante l’assemblea cittadina che si è svolta all’Università Giustino Fortunato. 

“Per le Europee faremo le nostre scelte, in base alle nostra matrice identitaria”, ha proseguito Mastella. 

Sull’autonomia differenziata Mastella ha evidenziato: “Le istituzioni debbano essere non isole, ma generare un arcipelago che produca un filo d’Arianna. Nella mia visione mite della politica il dialogo istituzionale non è servilismo, al contrario. E’ irricevibile invece la concezione di chi pensa ad un regionalismo accentratore e centralista che surroghi il centralismo nazionale. Il Sindaco è elemento di mediazione istituzionale per attivare processi di equilibrio territoriale: sono andato a Roma in fascia tricolore perché il Consiglio Comunale di Benevento per primo in Campania ha votato contro l’autonomia differenziata, ma non partecipo – me lo impone la mia storia, la mia mitezza e il mio tratto umano e politico – a rivoluzioni ‘copernicane’ “. 

Poi Mastella ha elogiato un recente intervento contro l’autonomia differenziata sottoscritto da ex parlamentari di destra:

“Sono stati alcuni ex missini, tra cui cito Gennaro Malgieri, a scrivere le riflessioni critiche più acute sulla riforma dell’autonomia differenziata. Si rischia la lesione dell’Unità nazionale, ma anche una catena di micro-secessioni: da un canto una disfida tra ricchi, dall’altro una guerra dei poveri tra le aree interne e depresse del Paese”.

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