Cronaca
Pompei: dormivano invece di vigilare gli scavi, scoperti
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3 anni fail

Pompei: dormivano invece di vigilare gli scavi, scoperti due vigilanti. Quaranta i casi accertati, disposto divieto di dimora per i due addetti
Nel cuore del prestigioso Parco Archeologico di Pompei, due dipendenti del Ministero della Cultura sono stati colti in flagrante nell’atto di violare i loro doveri d’ufficio, mettendo a rischio uno dei siti archeologici più importanti al mondo. La scoperta è emersa dopo un’indagine condotta dalla Procura di Torre Annunziata, che ha portato all’esecuzione di un divieto di dimora a Pompei per i due indagati, entrambi responsabili di numerosissime violazioni nei loro compiti di vigilanza.
I due vigilantes, impegnati nella sorveglianza della sala regia del parco, sono accusati di truffa aggravata continuata ai danni dello Stato, interruzione di un pubblico servizio e false attestazioni sulla propria presenza sul luogo di lavoro. Durante un periodo di sedici mesi, tra maggio 2022 e agosto dell’anno seguente, avrebbero regolarmente timbrato il badge magnetico che attestava la loro presenza, per poi allontanarsi per finalità estranee al pubblico servizio.
Le indagini hanno rivelato che i due dipendenti si sarebbero allontanati dalla sala regia per recarsi in una saletta adiacente, non collegata e priva degli schermi necessari per svolgere l’attività di vigilanza. In molti casi, si sarebbero persino recati al bar, lasciando il sito archeologico sguarnito e vulnerabile ad accessi abusivi da parte di terzi soggetti.
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Torre Annunziata, Riccardo Sena, ha sottolineato nella sua ordinanza che la vigilanza sul sito archeologico è stata sguarnita in un “ristretto arco temporale di osservazione”, mettendo a rischio il patrimonio pubblico contenuto all’interno. La mancanza di sorveglianza ha favorito ingressi abusivi, mettendo a rischio l’integrità del sito.
Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha espresso il suo rammarico per l’accaduto, sottolineando che Pompei non è un luogo per comportamenti scorretti. La direzione del Parco ha collaborato alle indagini e ha sospeso i due vigilantes dal servizio, avviando un procedimento disciplinare. La possibilità di intraprendere azioni a livello civile sarà valutata sulla base di ulteriori dettagli emersi dall’indagine.
Questa vicenda getta una luce negativa sulla sicurezza e la gestione del patrimonio culturale italiano, sollevando importanti interrogativi sulla necessità di rafforzare i sistemi di vigilanza e controllo all’interno dei siti archeologici di importanza mondiale.
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