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Oslo “dark & green”: La capitale verde (o)scuro sotto una nuova luce

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Oslo

Oslo: Viaggio tra le molteplici realtà di una capitale norvegese, dalla profondità culturale alle energie rinnovabili e al futuro urbano

La percezione della realtà è spesso influenzata dalle condizioni in cui la si osserva: il variare delle condizioni climatiche all’esterno e del mood dell’anima rendono soggettiva qualsiasi esperienza di viaggio. Difficilmente, una destinazione verrà vissuta e descritta allo stesso modo, se a viverla, in tempi diversi, sono soggetti diversi, ognuno col suo bagaglio culturale ed emotivo e, soprattutto, ognuno con le proprie aspettative.

Questo è esattamente ciò che è accaduto a Oslo, l’ormai trendy capitale norvegese, un tempo conosciuta a pochi e solo in superficie, per il greve contributo dei suoi artisti, culturalmente “impegnativi”. Henrik Ibsen, drammaturgo nonché fondatore dello splendido teatro cittadino, descrisse il ruolo della donna soffocata dai doveri familiari e la morale falsamente perbenista della società borghese, nei suoi capolavori “Casa di bambola” e “Gli spettri”. Edvard Munch, a cui è dedicato un museo in un nuovo edificio recentemente inaugurato, attraverso il grigio filtro delle sue vicende personali, ritrasse su tela il senso di cupezza, di ansia, di alienazione che lo circondava, nel famosissimo “Urlo”.

Perfino il parco cittadino, luogo che dovrebbe sempre restituire “respiro” a chi lo attraversa, può apparire piuttosto tetro. Il Frogner Park, che i turisti hanno ribattezzato Vigeland, prende il nuovo nome dello scultore che lo ha progettato e realizzato le innumerevoli sculture, rendendolo di fatto un museo a cielo aperto. Il suo talento si esprime attraverso l’ambivalente ambiguità delle espressioni e della mimica dei corpi: la bellezza è anche vanità, l’abbraccio è anche morsa, il sorriso è anche ghigno, il sostegno, magnificamente rappresentato in un monolite di 121 figure umane che si arrampicano l’una sull’altra, verso il cielo, è anche sopraffazione. La serenità è una legge fondamentale per costruire una solida realtà e la pace è uno dei temi ricorrenti in una visita alla capitale norvegese.

Il nucleo originario di Christiania si distingue nella collina di Akersus, sulla cui altura è posizionata la fortezza, erta a difesa dei possibili attacchi dal mare, e dal razionale Kvardraturen, storico quartiere dalla forma squadrata. L’eleganza accompagna la passeggiata che parte dal rigoroso Palazzo Reale e termina alla Cattedrale di S. Salvatore, attraverso il viale Karl Johan, sul quale si affacciano gli edifici più belli, come il Grand Hotel, il Grand Cafè, il Teatro. Ad ogni passo, il senso di sobria pacatezza e l’assenza totale di caos (niente traffico e folla) hanno un duplice effetto sul visitatore non abituato, che rimane, al contempo piacevolmente sorpreso, ma disorientato.

All’inizio della zona portuale, proprio di fronte al Radhuis, l’edificio doppio dalle facciate in mattoni rossi, vi è il Nobel Peace Center. Nella città in cui la pace è guida e meta, non si può non visitare un museo in cui è descritta la storia e i vincitori dell’unico Nobel che non viene assegnato in Svezia. Dal 1901, tra i personaggi (ma anche organizzazioni) che si sono distinti per l’impegno nella creazione, lo sviluppo dei presupposti e per il mantenimento delle condizioni di pace tra i popoli e i paesi, oltre a tanti presidenti statunitensi come Clinton e Obama, si ricordano Il Dalai Lama e Madre Teresa di Calcutta; i meritevoli nel 1994 furono Arafat, Perez e Rabin per i famosi “Accordi di Oslo”, ritornati recentemente alla ribalta nella cronaca, dopo la nuova violenta esplosione del conflitto tra israeliani e palestinesi. Il grande orgoglio nazionale è rappresentato dallo scienziato, esploratore e politico norvegese Fridjof Nansen, creatore del “passaporto Nansen”, un documento speciale che ha consentito la protezione agli apolidi e ai rifugiati di effettuare il viaggio più importante, quello della salvezza.

Tanta è la luce di questa città: non solo quella fredda dell’acqua del fiordo, della sua neve, ma anche quella calda e accogliente che si scopre approfondendo meglio la sua conoscenza. Le uniche ombre che ancora ammantano Oslo sono quelle che riguardano la vita e le indagini di Harry Hole, il poliziotto letterario nato dalla fantasia dello scrittore norvegese Jo Nesbo, che ha contribuito a rendere più familiari ai visitatori gli angoli dark della città. Il contenuto centro storico originario amplia i suoi confini verso i quartieri rinnovati e quelli di nuova creazione.

La zona portuale dell’Aken Brygge ha visto i suoi edifici diventare oggetto di riconversione: da cantieri e officine si sono trasformati in spazi ricreativi e il Tower Clock, l’orologio che un tempo definiva l’orario di lavoro, segna sempre la “Happy Hour”, diventando di fatto testimone della movida locale.

L’architettura dei nuovi quartieri è semplicemente spettacolare e coniuga armoniosamente il senso estetico alle esigenze pratiche della vita: l’avveniristica Opera Huset, il museo d’arte moderna e contemporanea di Renzo Piano e il nuovo ponte pedonale Akrobaten che conduce al futuristico skyline del “Barcode”, un gruppo di dodici edifici di diversa altezza che ridefiniscono una nuova Oslo, sempre più proiettata verso il futuro.

Già “Capitale Europea Green” nel 2019, l’impegno di sviluppo delle energie rinnovabili, che vanno ad integrare le preziose risorse naturali presenti nel territorio, si è concretizzato recentemente nell’inaugurazione di un parco eolico, al largo delle coste nazionali, che si affianca alle piattaforme di estrazione di gas e petrolio.

La forza del vento che oggi aziona le pale delle turbine eoliche, un tempo, gonfiava le vele delle sottili e scure drakkar, le imbarcazioni vichinghe. Pur rappresentando una grande attrazione, oggi sono relegate in un museo della città, mentre un tempo esse testimoniavano in mare il coraggio, la fierezza, (ma anche la violenza) di un popolo impavido, così abile nella navigazione da affrontare maree, tempeste e coste indomabili, per partire dall’estremo Nord Europa e raggiungere Mediterraneo e Nord America.

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