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Napoli, 5 persone finite in manette per estorsione
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6 anni fail

La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura personale nei confronti di 5 persone gravemente indiziate, di estorsione e tentata estorsione
18 marzo 2020 – Ieri mattina, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di cinque soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di estorsione e tentata estorsione, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis 1 c.p.
Il provvedimento cautelare è stato emesso all’esito delle attività di indagine svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli dal mese di luglio 2019 avviate grazie ad una denuncia presentata da un imprenditore edile per un tentativo di estorsione ad opera di esponenti della criminalità organizzata dell’area orientale del capoluogo.
Gli elementi acquisiti, si legge nell’ordinanza cautelare, hanno consentito non solo di identificare A.A. e F.C., quali soggetti che si avrebbero convocato, in diverse occasioni, il responsabile del cantiere, presso il luogo, denominato “La villa”, al cospetto di A.A., reggente del clan APREA operante nel quartiere Barra, ma anche di accertare un’altra condotta estorsiva, consumata, contestata ad A.A., A.G., A.F. e B.C., commessa nei mesi di maggio e giugno 2018, nei confronti di altro imprenditore edile, costretto a pagare una tangente di 300,00 euro, quale percentuale del 10% sull’importo complessivo del capitolato, per poter portare a termine i lavori di ristrutturazione di uno stabile nel quartiere di Barra, nonché un tentativo di estorsione, commesso, nei mesi di maggio e giugno 2018, nei confronti del medesimo imprenditore edile, che avrebbe dovuto versare somme di danaro tre volte l’anno, a Natale, Pasqua e nelle festività estive.
Le condotte contestate, si legge nel provvedimento cautelare, costituiscono espressione della nuova alleanza criminale, già accertata con precedenti provvedimenti giudiziari, tra il clan Aprea e il clan De Luca Bossa/Minichini, che insieme al clan RINALDI hanno costituito un unico cartello contrapposto al clan MAZZARELLA.
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