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Caldo, Confeuro: “Ancora si muore nei campi. Presidi medici nelle aree agricole”
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Tragedia nel Mantovano: Confeuro esprime cordoglio per la morte di un bracciante e chiede più controlli e misure strutturali contro il lavoro nei periodi di caldo estremo.
“Confeuro esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bracciante agricolo di 55 anni deceduto a Borgocarbonara, nel Mantovano, mentre era impegnato nella raccolta delle angurie. Nell’attesa che le autorità competenti accertino le cause dell’accaduto, questo drammatico episodio impone una riflessione seria e non più rinviabile sulle condizioni di lavoro nel comparto agricolo”, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei. “È indispensabile che le ordinanze emanate dalle Regioni per vietare le attività lavorative nelle ore di maggiore esposizione al caldo vengano fatte rispettare attraverso controlli efficaci. Non è sufficiente adottare provvedimenti se poi manca un reale monitoraggio della loro applicazione. Quando è in gioco la vita delle persone, servono responsabilità chiare e un sistema di vigilanza capace di prevenire tragedie come questa. Allo stesso tempo, non possiamo più considerare eccezionali le ondate di calore che stanno interessando il nostro Paese. Il cambiamento climatico e la progressiva tropicalizzazione delle temperature rappresentano ormai una realtà con cui istituzioni, imprese e lavoratori devono confrontarsi attraverso politiche strutturali e di lungo periodo. Occorre ripensare l’organizzazione del lavoro agricolo, prevedendo orari più compatibili con le nuove condizioni climatiche, programmi di formazione continua sulla prevenzione dei rischi e l’istituzione di presidi medici nelle aree agricole, soprattutto durante le fasi di maggiore emergenza climatica. Su questi temi il Governo appare ancora troppo timido. Inoltre, destano forte preoccupazione le recenti denunce del WWF riguardo alla riduzione delle risorse destinate alle Aree Marine Protette, ai Parchi Nazionali e alle Riserve Naturali Statali. Se confermata, si tratterebbe di una scelta profondamente sbagliata, che indebolisce le politiche di tutela ambientale proprio mentre la crisi climatica richiede investimenti più incisivi. Per questo chiediamo all’Esecutivo un immediato ripensamento e un impegno concreto a favore della sicurezza dei lavoratori e della salvaguardia del territorio”.

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