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Politica

Nessuno tocchi De Leonardis

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Raffaele De Leonardis Sindaco di Qualiano

E per la stessa ragione nessuno osi toccare Noi (anche se ci siamo abituati)

Il potere è di chi lo ha voluto e ottenuto. La gente sceglie, bene o male, costretta o liberamente, per interessi personali o per simpatia, per diritto o perchè non aveva opzioni ma la gente alla fine ha scelto. Per questa ragione nessuno tocchi De Leonardis. Che appaia risoluto o indeciso, capace o incapace, bello o brutto, simpatico o antipatico i cittadini hanno scelto.

Per la stessa e identica motivazione nessuno si permetta di limitare il diritto alla critica da qualunque parte essa arrivi. La democrazia non ha ragione di esistere se non supportata in primis dal diritto di parlare da parte di chi non è d’accordo. Allora ben vengano le critiche faziose, quelle libere, quelle di cuore o di cervello, di interessi personali o liberamente ispirate da sentimenti di elevata bellezza umana. Purchè sappiano scovare errori e magagne così come strafalcioni e incompetenze. Perchè questo è l’unico modo di mantere salda la via della libertà di fronte ad altre brutture.

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Passi indietro enormi non solo con De Leonardis

Qualiano ha fatto passi indietro enormi e opporsi indicando le ragioni e le colpe per alcuni è praticamente impossibile. Dato di fatto e conseguenza di uno spaccato di politica amministrativa quasi trentennale che ho avuto modo di seguire e commentare per buona parte. La commistione che si è avuta tra personaggi storici prima avversi poi insieme poi magari spaccati e separati in casa, poi contro e di nuovo insieme non permette alla politica locale di aver in questo momento un supporto democratico credibile. Tanti possono criticare ma fino ad un certo punto: quello in cui la colpa si sposta talmente tanto da palesarsi dal lato di chi accusa.

Lo stesso Primo cittadino deve necessariamente fermarsi vincolato da accordi nuovi e vecchi perché finirebbe nel paradosso: criticare o accusare se stesso, per errori diretti o indiretti, per lentezza o per silenzi fin troppo assordanti. Sono in loop come diremmo in campo informatico. Un cerchio dal quale difficilmente si può tentare di uscire. E allora il break siamo noi.

Ecco quindi la bellezza, l’importanza e la responsabilità del nostro ruolo. Siamo parte portante indispensabile alla democrazia e chi non lo capisce o è in malafede oppure vuole altre forme di governo che siano totalitarie e completamente nelle mani di pochi che si arrogano il diritto di parlare e di avere comunque ragione. Oppure semplicemente è ignorante.

Del resto chi dice di avere comunque ragione senza sapere neppure di cosa stia parlando si commenta da solo e non può che suscitare pena.

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