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Cronaca

Appalti truccati a Benevento, sospesi dirigente e imprenditore

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Polizia Digos

Benevento, indagine su appalti pubblici: misure cautelari interdittive per corruzione e turbata libertà degli incanti

Nella mattinata odierna, a conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, il personale della DIGOS della Questura di Benevento e del Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari interdittive emessa dal GIP del Tribunale.

Il provvedimento prevede la sospensione per dodici mesi dall’esercizio dei pubblici uffici nei confronti di un alto dirigente del Comune di Benevento, nonché il divieto temporaneo di esercitare la professione e di ricoprire incarichi direttivi in imprese per un soggetto ritenuto gestore di fatto degli interessi di un’azienda. A diffondere la notizia una comunicazione della Procura della Repubblica di Benevento.

Le accuse: corruzione e gara pilotata

Il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, allo stato delle indagini, per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, commessi in concorso con altri soggetti. Tra questi figura anche il responsabile unico del procedimento della gara in questione, per il quale, pur essendo stata riconosciuta la gravità indiziaria, non sono state ravvisate esigenze cautelari.

L’inchiesta riguarda una procedura di gara bandita dal Comune di Benevento per l’affidamento del servizio di ripristino della sicurezza stradale e delle matrici ambientali compromesse a seguito di incidenti.

Il presunto meccanismo illecito

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero agito in base a un accordo preventivo volto a favorire un determinato consorzio di imprese, intervenendo sull’intera procedura di gara. Le indagini hanno evidenziato come il disciplinare sarebbe stato predisposto con criteri concordati e modellati per escludere altri concorrenti e garantire l’aggiudicazione al soggetto prescelto.

Inoltre, il gestore degli interessi del consorzio sarebbe stato costantemente informato sull’andamento della procedura e sugli eventuali motivi di esclusione delle altre aziende partecipanti.

L’ipotesi di corruzione

Gli accertamenti hanno fatto emergere anche l’ipotesi che il dirigente comunale, dietro promessa di denaro, abbia posto in essere atti contrari ai propri doveri, alterando la regolarità della gara e favorendo il consorzio.

La procedura, successivamente, è stata annullata in autotutela per irregolarità procedurali dal dirigente subentrato, che ha poi avviato un nuovo iter.

Indagini e attività investigativa

L’attività investigativa si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e approfonditi riscontri documentali, consentendo di delineare un quadro indiziario ritenuto rilevante dall’autorità giudiziaria.

Si precisa che le misure adottate sono cautelari e disposte nella fase delle indagini preliminari. I soggetti coinvolti sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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