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Cronaca

Solopaca, 33enne ai domiciliari per stalking aggravato

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A Solopaca un 33enne è finito ai domiciliari per stalking aggravato: minacce, pedinamenti e aggressioni contro l’ex compagna. Indagini della Squadra Mobile.

È stata eseguita, il 23 dicembre, dagli agenti della Questura di Benevento un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 33enne di Solopaca, indagato per atti persecutori aggravati ai danni della donna con cui aveva intrattenuto una relazione affettiva. A diffondere la notizia una comunicazione della Procura della Repubblica di Benevento.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, arriva al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica. Le indagini hanno delineato un quadro indiziario grave: l’uomo avrebbe messo in atto condotte reiterate di molestie e minacce, tali da generare nella vittima un costante stato di ansia e timore per la propria incolumità e per quella dei familiari.

Secondo quanto ricostruito, dal marzo 2024 l’indagato avrebbe quotidianamente rivolto alla donna frasi pesantemente offensive e intimidatorie, come “ti devo uccidere, sono malato di te” e “io ti uccido, lo so che mi vuoi denunciare ma io ti do fuoco”. Alle minacce verbali si sarebbero aggiunti pedinamenti, appostamenti e ripetuti passaggi sotto l’abitazione della vittima, anche in orari notturni, con modalità volutamente intimidatorie.

In più occasioni, l’uomo avrebbe anche aggredito fisicamente la donna, colpendola con schiaffi e strattonamenti che le hanno provocato lesioni al volto, al collo e alle braccia.

L’indagine, avviata subito dopo la querela presentata dalla vittima, ha permesso di raccogliere rapidamente un solido impianto probatorio grazie a testimonianze, annotazioni di servizio e analisi di contenuti multimediali. Un contesto definito dagli investigatori come di vero e proprio terrore, che aveva costretto la donna a limitare gli spostamenti, frequentare solo luoghi illuminati e videosorvegliati e intraprendere un percorso psicologico con l’ausilio di farmaci per dormire.

Il provvedimento eseguito – contro cui sono ammessi mezzi di impugnazione – è stato disposto nella fase delle indagini preliminari. L’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

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