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La fattoria tradita: la corruzione dietro la rivoluzione

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Una lettura simbolica di Animal Farm: dal sogno di libertà alla manipolazione del potere

A differenza della fiaba, in cui il lieto fine è d’obbligo, le favole sono caratterizzate da una morale, che non sempre è serena; anzi, il più delle volte, esplica una amara verità. Non fa eccezione quella che, seppure qualcuno ha considerato una favola, popolata da animali da fattoria, in realtà fu una dura e terribile denuncia del fallimento della Rivoluzione Russa e, più in generale, dell’evoluzione inevitabile di ogni rivoluzione verso la corruzione. Sebbene nelle favole ogni animale rappresenti una tipologia di persona, in questa, invece, si va oltre: ogni animale rappresenta un personaggio storico reale, che è facile riconoscere dalle caratteristiche fisiche o psicologiche del suo alter ego.

La storia comincia e si sviluppa in una fattoria di cui è proprietario un certo Mr. Jones, che rappresenta lo zar Nicola II; la fattoria è in uno stato pietoso, così gli animali decidono di ribellarsi. A guidare la ribellione si erge come capo un grosso maiale, Old Major, nel quale si vedono una mescolanza di Marx e di Lenin. Il suo discorso sulla necessità di prendere in mano la situazione è elettrizzante e la creazione di un inno che rappresenti tutti gli animali ne sancisce l’entusiasmo.

Qualche giorno dopo il suo discorso, Old Major muore nel sonno e sono altri tre maiali, Snowball, Napoleon e Squealer, a prendere in mano le redini e a portare a termine la rivoluzione teorizzata da Old Major.

Una notte, gli animali insorgono, distruggono tutto, cacciano gli umani e si danno un regolamento, chiamato “I sette comandamenti”, che sottolineano come tutto ciò che è tipicamente umano sia nemico, mentre tutto ciò che è animalesco è amico e lecito.

Ma la situazione comincia a cambiare non appena i maiali “salgono al potere”: essi si sentono al di sopra dei Sette Comandamenti e quindi possono permettersi di regolarsi come meglio credono. Il fatto che i maiali siano più intelligenti degli altri animali, li rende adatti a prendere decisioni e guidare gli altri, ma li rende anche più suscettibili alla corruzione.

Man mano che i giorni passano, la vera natura dei promotori della rivoluzione si palesa: il latte munto alle mucche sparisce e Squealer, che rappresenta l’agenzia di propaganda comunista, inventa ogni volta una scusa plausibile per nascondere il furto operato dai maiali.

Inoltre, Napoleon sceglie dei cuccioli da Jessie e Bluebell per addestrarli fin da piccoli e farne, in seguito, la polizia segreta con cui tenere a bada gli altri animali.

Il capitolo cinque è il punto di svolta della favola: la rivoluzione è ormai solo un ricordo e un modo del governo (i maiali) per schiavizzare il popolo (gli altri animali). Snowball è stato esiliato e Napoleon ha preso il sopravvento; ha deciso, autonomamente, di intrattenere rapporti commerciali con le fattorie circostanti, nonostante i Sette Comandamenti proibissero qualsiasi rapporto con gli umani.

Molti aspetti stabiliti dalla rivoluzione cominciano a cambiare: i maiali si trasferiscono nella residenza che prima era di Mr. Jones, i nemici, che prima erano compatrioti, vengono tacciati di voler destabilizzare l’ordine costituito, l’ignoranza del popolo viene sfruttata proprio vantaggio, i Sette Comandamenti cominciano ad essere leggermente modificati per giustificare le nuove scelte di governo.

Anche la carestia che colpisce la fattoria viene imputata a Snowball e ai suoi agenti invece che a scelte sbagliate e ladrocini dei maiali. Il terrore serpeggia tra gli animali dal momento che la polizia segreta dei cani agisce da deterrente e la boia.

Alla fine della storia, due eventi sono gli emblemi dell’avvenuta corruzione degli ideali rivoluzionari. Il primo è la vendita di Boxer, il cavallo, al mattatoio. Boxer era stato il più devoto degli animali verso il lavoro duro e Napoleon, ma una volta che la sua salute era stata compromessa dagli acciacchi e dalla vecchiaia, invece di essere ricompensato, era stato gettato via come un giocattolo vecchio.

L’evento più significativo è, però, il rimaneggiamento dei Sette Comandamenti. Ad ognuno di essi era stato aggiunto segretamente, di notte, qualcosa che potesse giustificare i nuovi modi di vivere dei maiali; perfino il comandamento

Quattro gambe buono, due gambe male” viene trasformato in “Quattro gambe buono, due gambe meglio” per giustificare il fatto che ora i maiali camminano sulle due zampe di dietro, proprio come gli umani. Ma la trasformazione più scioccante è sicuramente la trasformazione del comandamento più importante da “Tutti gli animali sono uguali” a “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali di altri”.

La trasformazione della rivoluzione era completa: chi governava era cambiato, ma la corruzione dei potenti era rimasta la stessa. Questo era successo con la Rivoluzione d’Ottobre; questo sarebbe successo con qualsiasi altra rivoluzione.

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