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Esteri

Colloqui di Pace a Istanbul: Diplomazia in Movimento tra Russia e Ucraina, Trump valuta la presenza

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Telefonata tra i ministri degli Esteri turco e russo alla vigilia dei primi colloqui diretti tra Mosca e Kiev dal 2022. Zelensky conferma la sua presenza, Trump valuta di partecipare. Il Cremlino respinge l’ultimatum sul cessate il fuoco.

Istanbul, 13 maggio 2025 – Nuovi segnali di apertura diplomatica emergono nel conflitto tra Russia e Ucraina: il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto oggi una conversazione telefonica con il suo omologo russo Serghei Lavrov, secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu. Al centro del colloquio, gli ultimi sforzi per raggiungere una soluzione pacifica al conflitto in corso, alla vigilia di un evento di rilievo: i primi colloqui diretti tra delegazioni russe e ucraine in oltre tre anni, in programma giovedì 15 maggio a Istanbul.

La telefonata arriva in un clima diplomatico sempre più dinamico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la propria partecipazione ai colloqui, sfidando apertamente Vladimir Putin a fare altrettanto. Non solo: Zelensky ha avuto la sua prima telefonata con Papa Leone XIV, invitandolo a Kiev per una visita che, secondo il leader ucraino, “porterebbe vera speranza al nostro popolo”.

Zelensky ha anche espresso sostegno alla proposta americana di un cessate il fuoco di 30 giorni, lanciata dai cosiddetti “leader dei Volenterosi” e sostenuta dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tuttavia, il Cremlino ha respinto l’idea definendola un “ultimatum inaccettabile”. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato: “Il linguaggio degli ultimatum non è accettabile per la Russia. Non si può parlare alla Russia in questo modo.

In un contesto diplomatico sempre più complesso, Trump ha dichiarato di non escludere una sua presenza a Istanbul per l’incontro, sottolineando di “credere nel potenziale di questi colloqui per porre fine alla guerra”. Secondo fonti americane, l’ex presidente sta valutando una deviazione verso la Turchia nel corso del suo viaggio in Medio Oriente. “Non so dove sarò giovedì, ho tanti incontri. Ma c’è una possibilità che ci vada”, ha detto Trump ai giornalisti prima della partenza per l’Arabia Saudita.

Sul fronte europeo, intanto, si mantiene alta la pressione diplomatica contro Mosca. I ministri degli Esteri riuniti a Londra in formato Weimer+ (esteso all’Ucraina) hanno ribadito il loro scetticismo sulla reale volontà del Cremlino di porre fine al conflitto. In particolare, il ministro italiano Antonio Tajani ha sottolineato che “gli ultimi attacchi notturni con oltre 100 droni non vanno nella direzione di una soluzione pacifica”.

I colloqui di Istanbul rappresentano dunque un’occasione cruciale. L’Ucraina ha riaffermato la propria disponibilità a negoziare in qualsiasi formato, compresi incontri diretti con la Russia. Secondo Zelensky, l’incontro di giovedì “potrebbe contribuire in modo significativo a porre fine alla guerra”.

Resta da vedere se la Russia risponderà con altrettanta apertura. L’attenzione internazionale è ora puntata su Istanbul, dove il fragile equilibrio tra diplomazia e propaganda potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella lunga e dolorosa guerra in Ucraina.

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