Esteri
Tentato assassinio di Donald Trump a Coachella: fermato un uomo armato
Pubblicato
2 anni fail

Arrestato a Coachella un uomo armato legato al gruppo estremista “Cittadini Sovrani”. È il terzo tentativo di attentato contro Donald Trump in pochi mesi.
Riverside County, California – A meno di un mese dalle elezioni, la campagna elettorale di Donald Trump è stata nuovamente scossa da un episodio inquietante. Sabato scorso, durante un comizio a Coachella, un uomo armato è stato arrestato vicino al luogo dove si sarebbe dovuto tenere l’evento, con l’intenzione di colpire l’ex presidente degli Stati Uniti. Secondo le parole dello sceriffo della contea di Riverside, Chad Bianco, questo arresto rappresenta il terzo tentativo di assassinio contro Trump in pochi mesi.
Il sospetto, identificato come Vem Miller, un 49enne che si pensa possa aver fornito un nome falso, è stato fermato a bordo di un Suv con una pistola e un caricatore ad alta capacità. “Abbiamo evitato il terzo tentativo di assassinio contro Donald Trump”, ha dichiarato lo sceriffo Bianco in una conferenza stampa. Secondo le autorità, l’uomo era riuscito a superare i primi controlli di sicurezza fingendosi un giornalista accreditato, ma è stato bloccato al secondo check-point, dove il suo comportamento ha sollevato sospetti tra gli agenti.
Durante l’ispezione del veicolo, gli agenti hanno trovato elementi inquietanti: la targa risultava falsa, e nell’auto c’erano diversi passaporti e una tessera di affiliazione al gruppo estremista “Cittadini Sovrani” (Sovereign Citizens). Questo movimento, noto alle forze dell’ordine per le sue posizioni antigovernative e violente, è stato descritto dall’Anti-Defamation League come “un gruppo estremista che ritiene il governo un’istituzione illegittima, frutto di una cospirazione.”
Alcuni membri di questo gruppo erano stati coinvolti anche nell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, compreso Taylor James Johnatakis, condannato a sette anni di carcere per aver aggredito agenti di polizia durante l’attacco. “Sono persone che non credono nel governo, gente ai margini della società,” ha spiegato lo sceriffo Bianco, aggiungendo che il sospetto potrebbe essere semplicemente un “pazzo“, indipendentemente dall’appartenenza politica.
Il movente del tentato omicidio non è ancora chiaro, e l’inchiesta è ora nelle mani del Secret Service e dell’FBI, che stanno lavorando per determinare le motivazioni precise dietro questo attacco e per prevenire eventuali future minacce. Le autorità si concentrano anche sulla sorveglianza del sospettato, che è stato rilasciato su cauzione in attesa dell’udienza in tribunale fissata per il 2 novembre.
Nonostante la gravità dell’episodio, lo sceriffo Bianco ha rassicurato il pubblico sul fatto che la sicurezza di Donald Trump non è stata compromessa. “L’episodio non ha avuto nessun impatto sulla sicurezza dell’ex presidente,” ha dichiarato, evidenziando come l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine abbia impedito una possibile tragedia.
Questo episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione politica negli Stati Uniti, dove la polarizzazione e le minacce di violenza sembrano in aumento, specialmente in vista delle prossime elezioni. Il dibattito sulla sicurezza pubblica e sulle misure di controllo delle armi continua a essere un tema centrale, con il presidente Joe Biden che ha più volte ribadito la sua intenzione di mettere al bando i caricatori ad alta capacità, come quello trovato in possesso di Miller.
Con tre tentativi di attentato sventati in pochi mesi — a Coachella, in Pennsylvania e in Florida — l’attenzione sulla sicurezza degli eventi della campagna di Donald Trump è ora più alta che mai, e le autorità stanno prendendo misure ancora più rigorose per prevenire qualsiasi tipo di attacco.
Le indagini proseguono per chiarire le connessioni del sospetto con altri gruppi estremisti e per comprendere meglio la rete che potrebbe supportare queste azioni violente. Resta alta l’allerta per garantire che la campagna elettorale possa proseguire senza ulteriori incidenti di questo genere.
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