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Anime di Edimburgo
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4 mesi fail

Racconto sfumato della capitale scozzese
Un tempo, i densi fumi delle ciminiere degli innumerevoli camini a carbone avvolgevano i quartieri della Auld Reekie, la versione vecchia e fumosa di Edimburgo. Oggi non è più così, ma alla capitale scozzese è rimasto il fascino da città magica e misteriosa. Certo, chi decide di regalarsi qualche giorno qui è meglio che si prepari a camminare il doppio di ciò che crede.
Non tanto per le dimensioni della città, in quanto il centro storico è abbastanza contenuto, piuttosto per via del suo patrimonio culturale che è doveroso approfondire di giorno e per la sua copiosa eredità di leggende e misteri, da scoprire col favore delle tenebre. L’autunno, con le sue giornate “corte, ”e soprattutto le date di Halloween sono proprio il periodo ideale.

La pioggia sarà probabile, il vento freddo un evento certo, ma i suoi musei saranno un riparo interessante e altamente godibile; molti sono anche gratuiti, un vantaggio non scontato in una capitale europea dai costi non certo abbordabilissimi.
Tra gli imperdibili la National Gallery e il Museo dei Ritratti, di cui già solo il foyer vale già la visita! L’anima letteraria della città è ben rappresentata dal Museo degli Scrittori dedicato a Robert Burns, a Sir Walter Scott (considerato il creatore del romanzo storico, a cui è stata dedicata la stele monumentale sulla Princess Street) e Robert Louis Stevenson, ricordato da tutti per i romanzi L’isola del tesoro e per Dott. Jackyll e Mr Hyde.

Il medico scienziato dalla doppia vita condivide Edimburgo, quale luogo di nascita, con altri due personaggi letterari famosissimi: Sherlock Holmes, infallibile investigatore privato nato dalla penna di Arthur Conan Doyle, e Harry Potter, piccolo aspirante mago che è riuscito nella magia di avviare alla lettura milioni di ragazzini in tutto il mondo.

Molti sono i luoghi della città che pare abbiano ispirato la sua creatrice, tra cui il Cimitero di Greyfriars e la colorata esinuosa Victoria Street, diventata anche uno degli scatti più iconici della città.

Qui si trova l’Elefant House, un pub dove JK Rowling ha iniziato a scrivere la saga di Harry Potter per poi terminarla nella suite dalla porta viola n 552 del Balmoral Hotel, altra icona della città.

La New Town, dall’aspetto urbano ordinato, dalle facciate dai dettagli di impronta georgiana, è un omaggio al classico stile “british”, ma è la Old Town che affascina di più, testimone di storia e leggende. Il vulcano spento di Arthur’s Seat e la collina di Carlton Hill, con le sue monumentali sagome in stile ellenico, sono i punti panoramici più spettacolari.

Dall’altura del complesso del Castello viene sparato ogni giorno un colpo di cannone che segna le 13 , mentre dall’altro capo, presso l’Holyrood Palace, residenza scozzese della famiglia reale, regna il più assoluto silenzio. Tra essi, si distende il Royal Mile con la Cattedrale di St Giles.

Capita spesso, dopo un sostanzioso scottish breakfast, a base di porridge di avena o di haggis ( insaccato locale a base di interiora di capra, riservato agli stomaci forti!), che si salti il pranzo. Imperdibile, peró, resta il rito pomeridiano del tè, accompagnato da assaggi dolci e salati, che fornisce la giusta energia per continuare a oltranza.

Edimburgo è stata edificata in tempi diversi su livelli differenti, collegati tra loro da ripide scale, spesso a rampa multipla, e dai “close”, passaggi stretti tra gli edifici, ognuno dei quali racconta la storia o la leggenda di un personaggio locale, quasi sempre dai tratti drammatici. Di sera, si va in cerca di spiriti e di spettri.

Non è per nulla difficile incontrarli, complici una buona dose di suggestione, una fioca illuminazione al limite del buio totale, a cui si aggiungono anche eventuali postumi della degustazione di scotch whisky, che riescono a trasformare ogni ombra in sagoma.
Spiriti di malati di peste, murati ancora vivi, di donne condannate al rogo per stregoneria, di individui, morti sul lavoro, vittime degli ingranaggi dei mulini del Dean Village o per condizioni igieniche disumane; e ancora, spiriti di corpi anonimi, povere anime senza pace, prima occultati nel vecchio Nur Loch, palude cittadina diventata oggi il terreno fertile dei giardini di Princess Street , e poi trafugati per diventare merce di traffici macabri.

A Edimburgo, tra realtà storica e fantasia davvero non esiste linea di confine. I fantasmi e i loro cacciatori si incrociano per le vie principali e i close, come nella scacchiera dai quadrati irregolari del tipico tartan, il tessuto di lana dai colori diversi, simbolo di appartenenza ai clan storici della Scozia, utilizzato per realizzare i kilt. D’altra parte, tutto piuttosto normale per un paese come la Scozia che ha scelto come animale simbolo l’unicorno, emblema stesso della fantasia.

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