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Politica

Attentato a Sigfrido Ranucci, Conte: “Attacco a tutti noi. I giornalisti con la schiena dritta vanno difesi”

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Elezioni 2022 - Conte

Il leader del Movimento 5 Stelle esprime solidarietà al conduttore di Report dopo l’esplosione che ha distrutto l’auto sua e della figlia: “Difendere chi fa informazione libera significa difendere la democrazia”.

Roma. Dopo l’attentato che ha distrutto l’auto del giornalista Sigfrido Ranucci e quella di sua figlia, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha espresso sui social la propria solidarietà al conduttore di Report, definendo l’episodio “un attacco a tutti noi”.

Nel suo post pubblicato su X, l’ex premier ha annunciato di aver contattato Ranucci e di voler raggiungere personalmente il luogo del vile gesto, ribadendo la necessità di essere presenti e uniti contro ogni forma di intimidazione alla libertà di stampa.

La bomba che ha distrutto la sua auto e quella di sua figlia, che poteva ucciderli, è un attacco a tutti noi. Dobbiamo far sentire la nostra vicinanza a un giornalista che combatte ogni giorno per difendere centimetro dopo centimetro la sua libertà nel servizio pubblico.”

Conte ha poi denunciato le ripetute campagne di delegittimazione subite da Ranucci, ricordando come il giornalista sia stato spesso deriso e osteggiato anche da rappresentanti delle istituzioni.

Merita tutta la nostra convinta difesa. In gioco non c’è solo lui ma il diritto di informare e fare seriamente inchieste senza padroni. La sua libertà di investigare è anche il nostro diritto di essere informati: è la difesa della democrazia.”

Il leader pentastellato ha sottolineato l’importanza del giornalismo d’inchiesta come presidio di libertà e trasparenza, invitando tutte le forze politiche e i cittadini a non restare indifferenti:

“Non possiamo permetterci tempi bui su questo. I giornalisti con la schiena dritta, che fanno inchieste senza timori reverenziali, sono un patrimonio comune. Andrebbero rispettati, protetti e difesi con forza. Da tutti.”

L’attacco contro Ranucci, volto storico del giornalismo investigativo italiano, ha suscitato sdegno e solidarietà bipartisan nel mondo politico, mediatico e civile. Mentre proseguono le indagini, il gesto riaccende il dibattito sulla sicurezza dei cronisti e sulla tutela di chi ogni giorno lavora per raccontare la verità.

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