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Esteri

Gaza, carestia confermata: l’allarme di FAO, UNICEF, WFP e OMS

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Gaza -UNICEF/UNI838255/El Baba
UNICEF/UNI838255/El Baba

Gaza. Nuova analisi IPC: entro settembre 640mila persone in Fase 5

FAO, UNICEF, WFP e OMS confermano per la prima volta la carestia a Gaza, in base alla nuova analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC). La popolazione è intrappolata in condizioni di fame diffusa, indigenza e morti evitabili, con un rapido deterioramento atteso nelle prossime settimane.

I numeri dell’emergenza (IPC)

  • Oltre 640.000 persone previste in Fase 5 (catastrofica) entro fine settembre.
  • 1,14 milioni in Fase 4 (emergenza) e 396.000 in Fase 3 (crisi).
  • Estensione della carestia dal Governatorato di Gaza a Deir al-Balah e Khan Younis.
  • Situazione nel Nord di Gaza stimata altrettanto grave, ma non classificabile per scarsità di dati. Rafah non analizzata poiché in gran parte spopolata.

Fame diffusa e accesso al cibo

A luglio, le famiglie che hanno segnalato fame molto grave sono raddoppiate rispetto a maggio e più che triplicate a Gaza City. Il 39% riferisce di passare giorni interi senza mangiare; gli adulti saltano i pasti per sfamare i bambini. Gli aiuti sono insufficienti, incostanti e inaccessibili rispetto al fabbisogno.

Bambini e donne: la malnutrizione corre

  • Oltre 12.000 bambini identificati gravemente malnutriti a luglio: dato mensile più alto mai registrato, sei volte l’inizio dell’anno.
  • Quasi 1 su 4 con malnutrizione acuta grave (SAM).
  • Bambini a grave rischio di morte per malnutrizione triplicati entro giugno 2026: da 14.100 a 43.400.
  • Donne in gravidanza e allattamento con livelli pericolosi di malnutrizione triplicate: da 17.000 a 55.000 stimate entro metà 2026.
  • Un bambino su cinque nasce prematuro o sottopeso.

Agricoltura, mercato e sanità al collasso

  • Circa il 98% dei terreni coltivabili è danneggiato o inaccessibile; filiere agricole e pesca decimate.
  • Nove persone su dieci costrette a sfollare più volte.
  • Carenza di contante, prezzi alimentari altissimi, mancanza di carburante e acqua per cucinare; forniture mediche insufficienti.
  • Sistema sanitario gravemente deteriorato: infezioni multiresistenti in aumento, livelli allarmanti di diarrea, febbre, infezioni respiratorie e cutanee, soprattutto tra i bambini.

Perché la classificazione è “carestia”

La carestia è dichiarata quando sono superate tre soglie critiche: privazione alimentare estrema, malnutrizione acuta e morti correlate alla fame. La nuova analisi conferma che a Gaza tutti e tre i criteri sono soddisfatti. È il peggior deterioramento registrato dall’IPC nella Striscia ed è la prima conferma ufficiale di carestia nell’intero Medio Oriente.

Operazioni umanitarie: cosa serve subito

Le agenzie ONU chiedono un cessate il fuoco immediato e duraturo per fermare le uccisioni, consentire il rilascio sicuro degli ostaggi e garantire accesso senza ostacoli a un massiccio afflusso di aiuti. Priorità: aiuti alimentari in quantità sufficienti, più alloggi, carburante, gas da cucina, input agricoli, ripristino dei servizi essenziali e riabilitazione del sistema sanitario.

Dichiarazioni integrali di FAO, WFP, UNICEF e OMS

“La popolazione di Gaza ha esaurito ogni possibile mezzo di sopravvivenza. La fame e la malnutrizione mietono vittime ogni giorno, e la distruzione dei terreni coltivabili, del bestiame, delle serre, della pesca e dei sistemi di produzione alimentare ha reso la situazione ancora più grave”, ha affermato il Direttore Generale della FAO QU Dongyu. “La nostra priorità ora deve essere garantire un accesso sicuro e sostenibile all’assistenza alimentare su larga scala. L’accesso al cibo non è un privilegio, è un diritto umano fondamentale”.

“Gli avvertimenti sulla carestia sono chiari da mesi”, ha affermato Cindy McCain, Direttrice esecutiva del WFP. “Ciò che ora è urgentemente necessario è un aumento degli aiuti, condizioni più sicure e sistemi di distribuzione collaudati per raggiungere i più bisognosi, ovunque si trovino. Il pieno accesso umanitario e un cessate il fuoco immediato sono fondamentali per salvare vite umane”.

“La carestia è ormai una triste realtà per i bambini del Governatorato di Gaza e una minaccia incombente a Deir al-Balah e Khan Younis”, ha affermato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF. “Come abbiamo ripetutamente avvertito, i segnali erano inequivocabili: bambini con corpi emaciati, troppo deboli per piangere o mangiare; neonati che muoiono di fame e malattie prevenibili; genitori che arrivano nelle cliniche senza nulla da dare da mangiare ai propri figli. Non c’è tempo da perdere. Senza un cessate il fuoco immediato e un accesso umanitario completo, la carestia si diffonderà e altri bambini moriranno. I bambini sull’orlo della fame hanno bisogno dell’alimentazione terapeutica speciale fornita dall’UNICEF”.

“Il cessate il fuoco è ora un imperativo assoluto e morale”, ha affermato il Direttore Generale dell’OMS, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Il mondo ha aspettato troppo a lungo, assistendo al moltiplicarsi di morti tragiche causate da questa carestia provocata dall’uomo. La malnutrizione diffusa significa che anche malattie comuni e solitamente non gravi come la diarrea stanno diventando fatali, soprattutto per i bambini. Il sistema sanitario, gestito da operatori sanitari affamati ed esausti, non è in grado di far fronte alla situazione. Gaza deve essere rifornita con urgenza di cibo e medicine per salvare vite umane e avviare il processo di inversione della malnutrizione. Gli ospedali devono essere protetti in modo che possano continuare a curare i pazienti. I blocchi agli aiuti devono finire e la pace deve essere ripristinata, affinché possa iniziare la guarigione”.

Questo è quanto ha generato una guerra spietata che continua ad affamare bambini, donne e uomini. Nessuna sanzione, nessun cenno per fermare quanto sta accadendo. Eppure in altre situazioni i leader occidentali si sono dimostrati risoluti. Per Israele solo lettere e dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano.

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