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Le Misericordie: sì alla trasparenza, no al discredito sul volontariato

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Confederazione Misericordie d'Italia

Il Presidente nazionale della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia Giani: “Difendere chi serve le comunità con onestà è una responsabilità collettiva”

In merito all’articolo pubblicato pubblicato il 26 luglio scorso – in cui la Rete Nazionale ANAS replica alle  dichiarazioni di Stefano Bourelly e dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” sul ruolo delle ODV – La Confederazione Nazionale delle Misericordie invia una nota in redazione.

La Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia condivide pienamente la necessità di fare luce su ogni opacità, soprattutto quando si tratta di servizi essenziali come il soccorso sanitario. Da anni abbiamo potenziato con determinazione i meccanismi che possano garantire legalità e trasparenza. Abbiamo allontanato chi non rispondeva ai nostri principi, rafforzato i controlli interni, reso più esigenti i nostri standard. Non possiamo accettare che, nel legittimo tentativo di colpire chi tradisce la fiducia pubblica, si getti discredito su un intero mondo fatto di migliaia di volontari, che ogni giorno, spesso in silenzio, servono le comunità con onestà, competenza e spirito di servizio.

Il volontariato autentico è una colonna portante del nostro sistema sanitario. Non è un surrogato, non è un ripiego, non è un paravento per interessi opachi: è una presenza credibile, preparata e integrata nei protocolli, capace di offrire efficienza e umanità.

Chi ha rilievi fondati, chi ha dubbi, chi ha prove, si rivolga a chi ha titolo e responsabilità. Ma le insinuazioni generiche, le accuse indistinte e i sospetti senza riscontri non rafforzano la giustizia: la indeboliscono. Non generano trasparenza: alimentano solo sfiducia e confusione.

«Le Misericordie rappresentano da oltre otto secoli una delle espressioni più alte e riconosciute del volontariato italiano. Chi si allontana dai nostri valori viene chiamato a rispondere, senza ambiguità. Ma non possiamo accettare che chi opera con rigore e spirito di servizio venga messo sullo stesso piano di chi insegue altri obiettivi. Difendere questa eredità non è solo un dovere nostro: è una responsabilità collettiva». Queste le parole di Domenico Giani, Presidente nazionale della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

Ufficio stampa Confederazione nazionale delle Misericordie

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