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45° anniversario strage di Bologna: scatta la polemica. Mattarella: strage neofascista
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11 mesi fail

Strage di Bologna. Mattarella parla di “spietata strategia neofascista”, Meloni evita la matrice politica e scatena le critiche
Nella commemorazione del 45° anniversario della strage alla stazione di Bologna (85 vittime, oltre 200 feriti nel 1980), il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scavato un solco netto con quello della Premier Giorgia Meloni, innescando le immancabili polemiche quando si tratta di eventi legati a matrici politiche.
Mattarella: “Spietata strategia eversiva neofascista”
Mattarella ha definito quella dell’2 agosto 1980 una “spietata strategia eversiva neofascista”, ribadendo che la strage ha impresso “un segno indelebile di disumanità” nell’identità nazionale e sottolineando le complicità emerse in alcuni apparati dello Stato durante il processo di accertamento dei fatti.
Meloni parla di “ferocia del terrorismo” ma senza riferimenti politici
La Premier ha ricordato la tragedia come “una delle pagine più buie della nostra storia”, riconoscendo la “ferocia del terrorismo” e manifestando vicinanza alle famiglie. Tuttavia, non ha mai menzionato la matrice politica neofascista del crimine, scatenando critiche sulla narrazione ufficiale rispetto alla verità giudiziaria stabilita.
Le proteste sull’intervento della Ministra Bernini
Il suo intervento, infatti, ha scatenato proteste dure. “Ministro, non si faccia portavoce del Governo. Possiamo credere al suo personale sentimento, ma non crediamo alla solidarietà del Governo” Così un partecipante rivolgendosi alla Ministra.
Un altro ha srotolato uno striscione contro l’esecutivo e la NATO, suscitando applausi tra la folla presente.
La replica della ministra
“Sono rimasta su questo palco per rispetto, ma non condivido alcun riferimento all’attualità o all’attuale governo.” Così ha replicato la Bernini e ha proseguito: “Respingo senza se e senza ma qualunque collegamento tra la strage e l’esecutivo”.
Familiari delle vittime in rivolta
Il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, ha accusato la Premier di riscrivere la storia e di non riconoscere l’origine politica dell’attentato: “Condannare la strage senza nominarne la matrice fascista è come continuare ad annaffiare le sue radici”. Fischi e tensione anche per la ministra Bernini, presente per conto del governo.
Contesto e significati oggi
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha evidenziato che quest’anno il ricordo è stato accompagnato da due sentenze passate in giudicato che fanno luce sui mandanti e sui responsabili materiali della strage, consentendo una vera riscrittura della verità storica.

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