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Truffa ai danni di imprenditori e professionisti: indagati per un falso rapimento con nome del ministro Crosetto
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Truffa ai danni di imprenditori e professionisti: indagato un falso rapimento con il nome del ministro Crosetto
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è al centro di un’inquietante vicenda di truffa che ha coinvolto numerosi imprenditori e professionisti di spicco. Il ministro ha recentemente presentato un esposto alla Procura di Milano, segnalando un’operazione fraudolenta che ha sfruttato il suo nome per estorcere ingenti somme di denaro, fingendo il rapimento di giornalisti in Medio Oriente.
L’inchiesta, avviata grazie alla denuncia di Crosetto, ha già rivelato un lungo elenco di vittime. La truffa, che ha preso piede nei giorni scorsi, ha preso la forma di una richiesta urgente per il pagamento di riscatti, con la falsa promessa della liberazione di cronisti “rapiti” in paesi come l’Iran o la Siria. Le richieste, che hanno raggiunto anche cifre da capogiro, sono state fatte a nome del ministro o di un presunto membro del suo staff.
Secondo quanto raccontato dal ministro, tutto è iniziato quando un amico imprenditore lo ha contattato, chiedendo spiegazioni su una telefonata ricevuta dalla segreteria del ministro. Crosetto, sorpreso, ha immediatamente verificato e scoperto che non vi era alcuna comunicazione ufficiale da parte sua. La situazione è degenerata quando è emerso che alcuni imprenditori avevano effettivamente trasferito somme di denaro su conti esteri, credendo alla veridicità della richiesta.
L’indagine si è concentrata su una rete di truffatori che utilizzava numeri telefonici clonati, simili a quelli del ministero, per sembrare autentica. In alcuni casi, la voce al telefono sembrava quella dello stesso Crosetto o di un suo collaboratore, rendendo la truffa ancor più credibile. L’inchiesta ha già portato a diverse denunce, tra cui quelle di imprenditori di grande rilievo, come Massimo Moratti, e famiglie influenti come quelle degli Aleotti e dei Beretta.
Le forze dell’ordine e gli inquirenti sono al lavoro per risalire alla rete di truffatori e seguire i flussi di denaro, che sembrano essere transitati attraverso conti bancari esteri, per poi svanire in paradisi fiscali. I magistrati stanno inoltre esplorando la pista internazionale per cercare di recuperare i fondi sottratti.
Crosetto, nel frattempo, ha attivato tutti i canali necessari per evitare ulteriori danni, tra cui l’intervento dei carabinieri a tutela degli imprenditori coinvolti. Il ministro ha dichiarato che il caso non riguarda solo lui, ma una serie di altre vittime che sono riuscite a scoprire il raggiro prima che fosse troppo tardi.
La truffa, che ha avuto inizio con l’imitazione del caso di Cecilia Sala, una giornalista recentemente coinvolta in una vicenda simile, ha colpito target selezionati, tra cui noti imprenditori e personalità del mondo dell’industria. Le indagini proseguono con l’obiettivo di individuare tutti i responsabili e fermare questa operazione fraudolenta che ha messo in serio pericolo l’integrità finanziaria delle vittime.
Nel frattempo, la Procura di Milano continua a raccogliere le testimonianze e le denunce, cercando di ricostruire l’intera rete criminale che ha approfittato della credibilità di un nome istituzionale come quello di Crosetto per realizzare il proprio piano illecito.

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