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“Una famiglia normale”, il nuovo romanzo di Anna Maria Lella
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1 anno fail

Anna Maria Lella con “Una famiglia normale” ci porta in una crime story tratta da un fatto di cronaca realmente accaduto in Italia nel 2001
Casa editrice: PAB Editore
Collana: La banda Bassotti
Genere: Narrativa/Crime
Pagine: 250
Prezzo: 16,00 €
“Una famiglia normale” di Anna Maria Lella è un’opera di narrativa crime tratta da una storia realmente accaduta in Italia nel 2001; è facile intuire di quale caso di cronaca si stia parlando già dalle prime pagine del romanzo.
La protagonista e voce narrante è Elisa, ora trentasettenne, che ripercorre gli eventi che l’hanno portata, ventuno anni prima, a uccidere sua madre e il suo fratellino insieme al suo fidanzato Oscar.
Per esigenze narrative l’autrice ha cambiato i nomi dei personaggi e dei luoghi ma ha mantenuto intatte le loro iniziali; nell’opera è un’Elisa adulta che ricorda la sé stessa adolescente, e che narra al lettore del disagio che provava e dell’oscurità che la avvolgeva.
Ciò che più colpisce è la freddezza della protagonista: Elisa non esprime dolore, non chiede perdono, non tenta di giustificarsi per essere assolta; è come se stesse raccontando la storia di qualcun altro, quando invece è stata lei la protagonista di un fatto di sangue che ha sconvolto gli italiani e che ancora oggi è una delle vicende più narrate nei format di true crime.
Elisa è un personaggio controverso, che non si può comprendere appieno ma che, in questo romanzo, si cerca di rendere più avvicinabile, più umano: cosa l’ha spinta a uccidere sua madre e suo fratello di soli undici anni è il focus dell’opera, in cui vi è il tentativo di svelare il mistero di una ragazza, ora adulta, che è stata capace di un gesto atroce, che ha pagato per esso e che ora cerca di conviverci come meglio può – «Ingannai tutti. Nessuno seppe mai chi fossi, non ebbero il tempo di capire. Avevo solo sedici anni. Mi guardo spesso nello specchio. Ora sono una donna di trentasette anni. Sono laureata e lavoro. Mi sono persino sposata. Sono cambiata? Sì, sono cambiata. Ma ora come allora non conosco il mio io. Non c’è nulla di più difficile da afferrare dell’io».
Anna Maria Lella si è gravata del difficile compito di far entrare il lettore nella mente di un personaggio crudele e manipolatorio, cercando di restituire la sua complessità psicologica: Elisa era tormentata da fantasmi oscuri, dominata da una presenza inquietante e assillata da pensieri ossessivi che l’hanno condotta a mettere in pratica le sue fantasie di morte.
Ne “Una famiglia normale” si identificano i fattori di stress e le possibili cause, a partire da un grave narcisismo patologico, che hanno determinato la sua scelta fatale, la quale ha rovinato tante, troppe vite, a partire dalla sua.

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