Politica
La Fenice, PD interroga Giuli: Nomina Colabianchi avulsa da Venezia
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2 anni fail

Rachele Scarpa: Ministro dica se scelta è in ritardo e se non è inopportuna
Venezia – Il ministro della Cultura Alessandro Giuli chiarisca se nella probabile nomina a prossimo Sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia del maestro Nicola Colabianchi non ci siano “questioni di opportunità” che sconsiglino di procedere in questa scelta; e se non si ravvisi che “questa nomina potrebbe risultare totalmente avulsa dal contesto culturale veneziano e dalla storia della Fenice di questi ultimi anni“. Sono domande della deputata Pd Rachele Scarpa in una interrogazione a risposta scritta depositata ieri alla Camera.
Interrogazione con cui si chiede conferma del fatto che “corrisponda al vero che il prossimo sovrintendente” della Fenice sarà appunto Colabianchi e “se si ritenga che i risultati fin qui ottenuti dal maestro Colabianchi siano adeguati per aspirare a ricoprire un ruolo così prestigioso al Teatro La Fenice, tra i più conosciuti Teatri d’Opera al mondo e con uno standing internazionale ampiamente riconosciuto, considerato anche il passato politico ambiguo di Colabianchi, legato -secondo quanto emerge anche da fonti di stampa- alle organizzazioni neofasciste eversive negli anni ’70”.
Scarpa scrive nell’interrogazione anche che Colabianchi “figura tra gli indagati della Procura della Repubblica di Cagliari nell’ambito di una inchiesta per truffa, abuso d’ufficio e falso, con riferimento al Teatro Lirico di Cagliari”.
A breve scadrà l’incarico dell’attuale sovrintendente della Fenice, Fortunato Ortombina, da tempo designato nuovo sovrintendente della Scala, e Scarpa sottolinea che il successore avrebbe dovuto essere identificato con largo anticipo per “consentire al nuovo sovrintendente di poter programmare nei tempi richiesti le stagioni future e di conseguenza per consentire ai Teatri lirici di poter accedere alla contrattualizzazione dei migliori artisti a cachet adeguati; le stagioni vengono programmate con una temporalità pluriennale, e questo risulta fondamentale sia per la possibilità di commercializzare gli spettacoli rispettando i tempi imposti dal mercato internazionale e sia per attrarre i finanziatori privati indispensabili per un’attività di qualità, con una programmazione già ampiamente costruita”.
E a Giuli, nell’interrogazione visionata dalla ‘Dire’, viene quindi chiesto “se sia al corrente dei ritardi“, nella nomina.
Infine, Scarpa segnala a Giuli che “sul futuro del teatro risulta non essere stato coinvolto il Consiglio comunale con un dibattito aperto, vista l’importanza di questa prestigiosa Istituzione per la città di Venezia, e dal momento che il sindaco riveste il ruolo di presidente della Fondazione Teatro La Fenice”.
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