Cronaca
Perizia psichiatrica per Alessia Pifferi: uccise intenzionalmente sua figlia
Pubblicato
3 anni fail

La tragica storia di Alessia Pifferi: Una madre capace di intendere e volere, ma incapace di amore materno
Nel luglio del 2022, l’Italia è stata scossa da un evento drammatico che ha suscitato sconcerto e incredulità nell’opinione pubblica. Alessia Pifferi, una donna di 38 anni, è stata accusata di aver lasciato morire di stenti la sua piccola figlia Diana, di appena un anno e mezzo, abbandonandola da sola in casa per sei giorni. La recente perizia psichiatrica condotta dallo psichiatra forense Elvezio Pirfo ha concluso che la donna era capace di intendere e volere al momento dei fatti, gettando luce su una vicenda che ha messo in discussione il confine tra responsabilità individuale e tragica fatalità.
capace di intendere e di volere
Secondo la relazione di 130 pagine redatta dagli esperti, Alessia Pifferi non presenta disturbi psichiatrici maggiori né gravi disturbi di personalità. La sua “capacità di intendere e volere” è stata mantenuta nonostante l’orrendo atto compiuto nei confronti della propria figlia. Queste conclusioni, in sintonia con quanto sostenuto dal pubblico ministero di Milano, Francesco De Tommasi, e dal suo consulente, delineano un quadro complesso di una madre che, pur conservando la piena capacità cognitiva, ha privilegiato i suoi “desideri di donna” rispetto ai doveri di accudimento materno.
La perizia evidenzia che Alessia Pifferi ha adottato “un’intelligenza di condotta” nel compiere scelte che hanno portato alla morte di Diana, prendendo decisioni motivate da ragioni personali e rivolte a persone diverse. Questo aspetto complesso solleva domande sulle dinamiche interne alla famiglia e sulla capacità della società di identificare e intervenire in situazioni di vulnerabilità.
Processo
Nonostante la drammaticità della vicenda, la relazione psichiatrica sostiene che non è possibile formulare una prognosi di pericolosità sociale correlata ad infermità mentale, affermando che Alessia Pifferi, pur essendo in grado di stare in giudizio, ha agito in modo consapevole dei disvalori delle sue azioni.
Il processo per omicidio volontario aggravato è in corso, e Alessia Pifferi rischia la condanna all’ergastolo. La tragedia di Diana solleva riflessioni profonde sulla complessità delle dinamiche familiari, sottolineando l’importanza di un approccio sensibile e attento nella gestione di situazioni di vulnerabilità e disagio.
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