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ANAC: Criticità con gli affidamenti ad Acquedotti SCPA

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ANAC scrive ai comuni che fanno parte di Acquedotti SCPA. Criticità negli affidamenti. Troppo lungo l’affidamento di trenta’anni

ANAC interviene sugli affidamenti della gestione idrica ad Acquedotti SCPA. Lo fa attraverso una comunicazione inviata ai Comuni di Orta di Atella, Melito di Napoli, Acerra, Qualiano, Grumo Nevano, Casandrino, Cancello e Arnone, Alvignano, Castel Morrone.

Nel documento, Autorità Nazionale Anti corruzione evidenzia “Criticità connesse all’affidamento originario del SII (Sistema idrico integrato) disposto nel 2001 dal Comune di Orta di Atella in favore della Società mista Acquedotti scpa”.

Ancora ha individuato “Criticità connesse ai successivi affidamenti diretti del S.I.I. disposti, dal 2002 al 2016, dagli altri Comuni, mediante acquisizione di quote dismesse dal Comune di Orta di Atella”.

Ulteriore punto evidenziato è l’affidamento trentennale della gestione del Sistema Idrico Integrato. Esso, infatti, scadrebbe nel 2031, tuttavia, su richiesta del Concedente, potrebbe essere prorogato per ulteriori trenta anni.

L’affidamento – secondo quanto scrive l’ANAC – risulterebbe già prorogato di fatto per le successive convenzioni stipulate tra Acquedotti scpa e i Comuni.

Anac, inoltre, spiega chiaramente che “appare evidente che l’assunzione da parte della predetta società (Acquedotti Scpa ndr) di un incarico operativo per l’esecuzione di servizi indeterminati, di rilevanti importi, con possibilità di estendere l’attività nel territorio di altri Enti e per un durata dell’affidamento originario, è discriminante in danno alle altre aziende del settore che ben avrebbero potuto concorrere per l’affidamento del servizio”.

L’Autorità Nazionale Anti Corruzione ha così deliberato che gli “affidamenti alla del Sistema Idrico Integrato disposti in favore della società mista preesistente Acquedotti scpa, ab origine dal Comune di Orta di Atella/Condente originario, e successivamente, dai comuni aderenti Acerra, Casandrino, Melito di Napoli, Grumo Nevano, Qualiano, Alvignano e Castel Morrone, non risultano in linea con la normativa nazionale e comunitaria e ai principi di elaborazione giurisprudenziale in materia e si pongono, pertanto, in contrasto con i principi di libera concorrenza e di parità di trattamento tra gli operatori economici”.

Anac rimette alle stazioni appaltanti la valutazione di eventuali azioni di tutela dell’interesse pubblico al fine di “ripristinare la gestione del servizio secondo i canoni coerenti con la normativa di settore”. Entro 45 giorni dalla data di ricezione della comunicazione – che lasciamo in allegato per coloro che volessero approfondire – le stazioni appaltanti dovranno informare l’ANAC della decisione. La stessa Autorità ha inoltre disposto la pubblicazione della comunicazione sui siti dei comuni interessati. Noi lo abbiamo reperito dal sito dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione.

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