Cronaca
SPRAR Vitulano: turbata libertà degli incanti e peculato
Pubblicato
4 anni fail

Sprar di Vitulano: Tubata libertà degli incanti e peculato. Indagato il responsabile legale della cooperativa e un dipendente del comune
SPRAR Vitulano, Due persone indagate per turbata libertà degli incanti e peculato. Nella mattinata odierna i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Benevento e del N.I.P.A.A.F del Comando Provinciale Carabinieri Forestale di Benevento hanno eseguito misure cautelari personali della “sospensione da un pubblico ufficio o servizio” e “divieto di dimora nel Comune di Vitulano” .
Destinatari dei provvedimenti cautelari rispettivamente del responsabile dellUfficio Tecnico del Comune di Vitulano e il legale rappresentante e il gestore di fatto delle società cooperative affidatarie della gestione del centro SPRAR di quel comune. Gli inquirenti, infatti, ritengono gli idagati gravemente indiziati dei reati di turbata libertà degli incanti e peculato.
I provvedimenti cautelari sono scattati all’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento.
In primo luogo l’indagine, coordinata dalla Procura di Benevento, ha consentito di acquisire gravi indizi in ordine all’avvenuta turbativa della gara d’appalto indetta nell’aprile 2017. La condotta illecita in favore dell’associazione temporanea di impresa risultata aggiudicataria.
Ciò reso possibile grazie alla ritenuta collusione tra il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, quale RUP della gara. Avrebbero partecitpato uno o più membri della commissione allo stato ignoti e gli amministratori delle imprese costituite in ATI.
Nello specifico, emergerebbero gravi indizi in merito all’avvenuta manomissione della busta contenente l’offerta economica dell’ATI. Tale fattispecie – secondo gli inquirenti – avrebbe permesso la sostituzione dell’offerta originariamente presentata con una più bassa. In tal modo l’ATI avrebbe ottenuto i punti necessari per superare un’altra cooperativa partecipante alla gara d’appalto.
In secondo luogo, il prosieguo delle indagini avrebbe consentito di acquisire gravi indizi su come il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Vitulano, in qualità di R.U.P. per la gestione del centro di accoglienza di immigrati ubicato in quel centro, approvasse il pagamento di buste paga in favore di dipendenti di una società estranea alla gestione dello stesso. Avrebbero acquisito gravi indizi anche su come liquidasse le fatture di tale società, riconducibile ad uno degli indagati. I pagamenti a fronte di servizi mai resi e che, invece, si sarebbero dovuti fornire ai migranti beneficiari di fondi pubblici erogati dal Ministero dell’Interno.
La liquidazione delle spese asseritamente sostenute per la gestione del centro SPRAR di Vitulano si basava su documenti giustificativi del tutto inconsistenti. Sulla base di questi ultimi erano richiesti al Comune di Vitulano i rimborsi per spese mai sostenute o del tutto estranee all’attività svolta dal centro. Avrebbero utilizzato per il rimborso il corrispettivo massimo dell’appalto fissato in 790.000 euro per il triennio 2017-2019.
Secondo gli inquirenti, in una circostanza al fine di aggirare il ritardo derivante dai controlli da parte del revisore dei conti, il RUP garantiva ugualmente l’immediata liquidazione di una fattura di €193.809,19.
Tale fattura era emessa a titolo di rimborso dalla società gestore del centro. Per farlo avrebbero ricorso alla stipula di un contratto di cessione del credito stipulato dal Comune di Vitulano in favore di un istituto di credito.
In tal modo era favorita la creazione di un credito in favore di una Banca per somme che, almeno in parte, non dovevano essere rimborsate al gestore del centro SPRAR.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. Contro di esso sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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