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Luce e architettura, le nozioni e i nuovi strumenti tecnologici

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Foto di Colin Behrens da Pixabay

Continua la nostra carrellata sull’utilizzo della luce in architettura in particolare parliamo delle nozioni di base e delle nuove tecnologie a nostra disposizione

Dopo la nostra introduzione riguardo luce e architettura passiamo ora al dettaglio le nozioni di base e i nuovi strumenti tecnologici nel settore. La scelta è notevolmente vasta. Tantissimi prodotti ma anche diverse forme di illuminazione. I led e la fibra ottica sono oggi le maggiormente diffuse ma ulteriori progressi si stanno facendo con inserimento di tessuti fotoilluminati.

Che dire illuminare la vostra casa non è mai stato così entusiasmante!

Il Lux, l’unità di misura dell’illuminazione

Cominciamo a capire di cosa stiamo parlando e di quanta ne abbiamo bisogno. Tecnicamente la luce si misura In “LUX” corrispondente alla quantità di luce che arriva su una determinata superficie e non alla quantità emessa dalla fonte luminosa. Un’intensa giornata di sole può generare circa 10.000 lux all’esterno, che si riduce anche di 10 volte vicino alla finestra, ma spazi, arredi e finiture potrebbero ridurla anche a meno di 100 lux nelle parti più nascoste nella vostra casa. Un parametro da considerare è l’età degli utenti, più si è avanti più si necessita di luce. Per esempio ad un quarantenne occorre tre volte quella di un bambino di 10 anni mentre a un sessantenne ben 15 volte. Di seguito riporto una tabella esemplificativa dei prodotti dalla luce naturale.

LIVELLI LUX PER ESTERNO

CREUPUSCOLO 10 LUX
GIORNATA MOLTO BUOIA 110 LUX
GIORNATA NUVOLOSA 1075 LUX
LUCE DIURNA 10750 LUX
LUCE DIURNA MOLTO INTENSA 107500 LUX

LIVELLI LUX PER INTERNO

MINIMO DI SICUREZZA DI MOVIMENTO 50 LUX
TEATRO A LUCI ABBASSATE 100 LUX
AREA DI SOGGIORNO 200 LUX
AREA DI LAVORO (ES. CUCINA) 300-500 LUX
LETTURA E LAVORO ALLA SCRIVANIA 500-750 LUX
DISEGNO E LAVORO DI DETTAGLIO 1000-1500 LUX

Livelli di illuminamento e consumi energetici

I livelli di illuminamento e i consumi energetici sono strettamente legati. Come già accennato le superfici riflettono la luce, in realtà ne trattengo una parte, questo dipende molto dal tipo di superficie, superfici opache ruvide e assorbono di più rispetto a quelle lucide e chiare. Ciò determina che se avete ambienti più chiari vi occorrerà un livello inferiore di lux per raggiungere il corretto livello di illuminamento. Tutto questo ovviamente si traduce anche in termini di consumo. Dovete sapere che in una famiglia media circa il 10% dell’energia elettrica consumata è dovuta all’uso della luce artificiale e alla tipologia di fonte luminosa. Esempio una vecchia lampadina ad incandescenza produce solo il 5% di luce il resto dell’energia consumata si trasforma in calore. Mentre già le lampadine fluorescenti ne producono il 75%. Oggi però abbiamo a disposizione una vasta gamma di punti luminosi che oltre ad avere un ridotto consumo di energia hanno la possibilità diverse temperature e quindi di colorazione, nonché la possibilità di controllare l’intensità attraverso un dimmer. Di seguito riporterò alcune buone abitudini che vi consentiranno di ridurre quella quota del 10/15% di consumo energetico portandola tra il 2 e il 4 percento.

– Sostituite lampade di vecchia generazione con quelle a led;
– Mantenete sempre pulite le fonti luminose egli eventuali paralume;
– Nelle aree esterne e di servizio utilizzare e installate sensori di presenza;
– Dirigete la voce lì dove occorre;
– Sfruttate al massimo la luce naturale;
– Spegnete sempre le luci nelle stanze vuote;
– Scegliete la potenza di illuminazione adeguata;

La misurazione dei LUX è elemento fondamentale per la buona progettazione e per trovare soluzioni uniche per i vostri spazi. Rivolgetevi sempre un buon architetto che soddisfi appieno le vostre esigenze.

La prossima volta parleremo di come sfruttare al meglio la luce naturale e quanti aspetti da tenere in considerazione per la buona illuminazione. Poi ci dedicheremo ai tipi du illuminazione e infine qualche consiglio per illuminare ogni singolo spazio.

Vi auguro un buon fine settimana!

Arch. Aniello Tirelli
In collaborazione con lo studio NoiArchitetti

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Cosa tutela l’HACCP? Vediamolo insieme

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L’HACCP è un insieme di procedure, mirate a garantire la salubrità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché l’analisi del prodotto finito

La sicurezza alimentare è in Italia un argomento di primo piano lo dimostrano le numerose norme in materia. Una di queste è l’obbligo di predisporre controlli su tutta la filliera produttiva attraverso il protocollo HACCP.

Il protocollo, infatti, mira ad identificare i pericoli alimentari che eventualmente potrebbero essere presenti da primo anello di produzione primaria fino a giungere al consumatore.

Gli operarori del settore alimentare devono predisporre, attuare e mantengono una o più procedure permanenti, basati sui principi del sistema HACCP

Vediamo quindi quali sono i principi del sistema.

  1. Il sistema HACCP identifica ogni tipo di pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili.
  2. Deve, inoltre, identificare i punti critici di controllo nella fase o nelle diverse fasi in cui il controllo stesso si rivela essenziale per prevenire un rischio, eliminarlo o ridurlo a livello accettabile.
  3. Stabilisce, nei punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità e l’inaccettabilità ai fini della prevenzione, eliminazione o riduzione dei rischi identificati.
  4. Stabilisce ed applica procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo;
  5. Rende possibili le azioni correttive da intraprendere nel caso in cui dalla sorveglianza risulti che un determinato punto critico non è sotto controllo;
  6. Stabilisce le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle misure di cui ai punti 1), 5) e 8)
  7. Predispone documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa
  8. alimentare al fine di dimostrare l’effettiva applicazione delle misure di cui al punto 1. fino a quello al punto 7.

La procedura ovviamente va rivista e modificata nel caso il operatore del settore alimentare intenda variare il prodotto o qualsivoglia altra fase.

In fase di controllo delle autorità competenti gli operatori:

  1. mostrano all’autorità competente che essi rispettano il paragrafo 1, secondo le modalità richieste dall’autorità competente, tenendo conto del tipo e della dimensione dell’impresa alimentare;
  2. garantiscono che tutti i documenti in cui sono descritte le procedure elaborate a norma del presente articolo siano costantemente aggiornati;
  3. conservano ogni altro documento e registrazione per un periodo adeguato.

Entrando nel merito del controllo, Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti conformemente ad altre normative comunitarie applicabili o, in mancanza, conformemente alla legge nazionale.

Alla luce di quanto appena detto per coloro che operano nel comparto alimentare è obbligatorio l’applicazione del sistema HACCP e delle procedure di autocontrollo.

In caso di mancata applicazione sono previste sanzioni per l’operatore del settore alimentare. In base all’Art. 6 del D. Lgs. 193/07 punto 6 e ai sensi del ai sensi sia del REG CE 852/04 e REG CE 2073/2005, infatti, colui che opera nel settore alimentare, in caso in cui non predisponga misure di autocontrollo basate sul sistema HACCP, è punito con una sanzione amministrativa che va da 1000 a 6000 euro. Ovviamente la sanzione è comminata in base al tipo di attività e al richiamo ad altre normative e regolamenti in materia igienico sanitaria.

Il sistema HACCP in ogni caso stabilisce i requisiti minimi, quindi in teoria, operatore del settore alimentare potrebbe, a suo piacere, aumentare i suoi standard di sicurezza alimentare.

Approfondiremo ancora in un prossimo articolo.

Per ulteriori dettagli contattare Scmallardo@gmail.com

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Regione Campania, finanziamento a fondo perduto fino al 85% per Promozione prodotti Turistici

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Con tale documento la Regione Campania disciplina le modalità di accesso ai contributi a fondo perduto (85%)

Un interessante Avviso pubblico bandito dalla Regione Campania. Con tale documento la Regione Campania disciplina le modalità di accesso ai contributi a fondo perduto (85%). I contributi sono destinati per finanziare interventi di marketing ed azioni di comunicazione finalizzati al miglioramento della conoscenza ed alla promozione dei prodotti turistici regionali e al rafforzamento della reputazione turistica della Regione Campania.

Attraverso tale strumento la Regione Campania intende:

  • rilanciare l’attrattività e le modalità di fruizione turistica delle destinazioni turistiche campane, sia a livello nazionale che internazionale, con azioni mirate di promozione improntate alla sicurezza e alla qualità dei servizi;
  • sostenere il rilancio ed il riposizionamento degli agenti dell’intermediazione turistica;
  • riorientare l’offerta turistica regionale puntando sulla qualità e sulla sicurezza dei servizi. La domanda di partecipazione può essere presentata dalle Micro imprese, Piccole e Medie imprese (MPMI), indipendentemente dalla loro forma giuridica, costituite ed attive alla data di presentazione della domanda, nonché operanti con uno dei seguenti codici di attività Ateco 2007:
  • 79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio;
  • 79.12.00 – Attività dei tour operator;
  • 79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca. Dove previsto dalla legge, Le aziende che intendono partecipare devono anche essere iscritti al Registro delle Imprese e/o altri registri, repertori, albi o ruoli tenuti dalla Camera di Commercio e/o altri enti pubblici. Possono partecipare, inoltre, anche i Consorzi, le Società Consortili di imprese e le Reti di Micro, Piccole e Medie Imprese. L’Avviso sostiene progetti tesi alla ideazione, progettazione e immissione sul mercato di pacchetti e soluzioni in grado di mettere a sistema i nuovi paradigmi del turismo post COVID, integrando spazi fisici e virtuali, esperienze emotive e dimensioni tangibili, in un quadro di sicurezza e benessere, il tutto finalizzato alla valorizzazione dell’immagine complessiva dell’offerta turistica regionale, dei prodotti e dei servizi turistici quale sistema sicuro e di qualità. In particolare, gli interventi ammissibili devono riguardare progetti di incoming, diretti allo sviluppo dell’offerta ricettiva per mercati esteri o mercati di prossimità, coerenti con il posizionamento turistico regionale e con l’offerta esperienziale del territorio. Per la realizzazione degli interventi agevolabili, sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi rientranti nelle seguenti categorie:
  • Acquisizione di servizi (quali ad esempio B2B) e consulenze specialistiche esclusivamente funzionali alla realizzazione del progetto, compresi i servizi di qualificazione del personale dipendente e dei soci/amministratori/titolari, erogati esclusivamente da soggetti terzi esterni al proponente e riferiti all’utilizzo degli strumenti digitali e di comunicazione/acquisiti e/o all’acquisizione di tecniche di comunicazione, marketing, promo commercializzazione e lingue straniere;
  • Attività di comunicazione e promo commercializzazione digitale;
  • Attività di comunicazione e promo commercializzazione off line (attraverso quotidiani di rilevanza nazionale, prodotti audio-video, cartellonistica, brochure, depliant, ecc.);
  • Spese del personale dipendente, nella misura in cui venga impegnato nella realizzazione delle attività, per un massimo del 15% delle spese totali ammissibili;
  • Acquisto di hardware esclusivamente funzionale al progetto;
  • Acquisto e sviluppo di software (e-commerce, interfacciamento con esercizi ricettivi, tracciamento azioni cliente, sistemi di loyalty, CRM, customer care digitale, …);
  • Spese di viaggio e soggiorno, sostenute dai referenti del soggetto beneficiario (titolari, amministratori, dipendenti) impiegati nelle attività, esclusivamente per azioni funzionali al progetto, nella misura massima del 15% delle spese totali ammissibili. Come anticipato le agevolazioni sono concesse nella forma di un contributo in conto capitale a copertura della spesa ammessa (non inferiori ad euro 30 mila e non superiore ad euro 100 mila) nella misura massima dell’85% e fino ad un massimo di euro 85 mila. Le domande di agevolazione devono essere presentate entro e non oltre il 30 ottobre 2020.

    Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo alla mail: etconsulting2003@gmail.com
    Dott.G. Esposito
    Eng. & Safety Manager

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Sicurezza alimentare: l’importanza dell’HACCP

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Questo controllo si prefigge di controllare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione degli alimenti

Autocontrollo e sistema HACCP non sono termini sinonimi. L’autocontrollo è obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare.

L’HACCP è un insieme di procedure, mirate a garantire l’igienicità degli alimenti, basate sulla prevenzione anziché l’analisi del prodotto finito.

L’HACCP si basa sul monitoraggio dei punti della lavorazione” degli alimenti, la sua finalità è quella di individuare ed analizzare pericoli e mettere a punto sistemi adatti per il loro controllo.

Prima dell’uso del sistema HACCP, le verifiche venivano effettuate a valle del processo produttivo, con analisi della salubrità del prodotto finito, pronto per la vendita al consumatore.

Inoltre, per le analisi, veniva effettuato il campionamento ed il risultato del campione analizzato non era sempre un risultato significativo,

in quanto l’eventuale contaminazione non si distribuisce sempre omogeneamente nel lotto.

Dopo l’emanazione del 1997, è stato introdotto in Italia il sistema HACCP che,

promuovendo il concetto di prevenzione, analizza i possibili pericoli verificabili in ogni fase del processo produttivo e nelle fasi successive come lo stoccaggio.

Questo controllo si prefigge di controllare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione degli alimenti.

Il sistema pone un importante accento sulla qualità alimentare, in particolare riguardo a salubrità e sicurezza; tale concetto va oltre la semplice soddisfazione del cliente, puntando alla tutela della salute pubblica.

Origine della Normativa

L’ HACCP venne ideato negli anni sessanta negli Stati Uniti,

con il fine di assicurare che gli alimenti forniti dalla NASA agli astronauti non avessero alcun effetto negativo sulla salute del personale che partiva per le missioni nello spazio.

L’HACCP arriva in Europa solo negli anni novanta e prevede l’obbligo di applicazione del protocollo prima citato per tutti gli operatori del settore alimentare.

Visto l’ampio numero di imprese alimentari prese in considerazione e la grande varietà di prodotti alimentari e di procedure di produzione applicate agli alimenti,

sono state redatte dalla Commissione Europea delle linee guida generali sull’applicazione delle procedure riferite ai principi del sistema HACCP,
venendo così in aiuto a tutti coloro che intervengono nella catena della produzione alimentare.

La non applicazione del sistema HACCP è correlato ad una sanzione amministrativa,
la cui entità alcune volte dipende anche da altri fattori legati alla dinamica produttiva aziendale.

Per ulteriori dettagli contattare Scmallardo@gmail.com

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