Quantcast
Connettiti con noi

News

Giudice di Pace, più vicina la chiusura dell’Ufficio di Marano

Pubblicato

il

Giudice di Pace Marano

Convenzione parzialmente ripettata e attriti tra le amministrazione tra le cause della richiesta di chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace.

Nessuna risoluzione tangibile per l’ufficio del Giudice di Pace di Marano. Ne è chiesta la chiusura. Questa la triste sintesi che riporta il protocollo n°3516/2017 del 2 novembre 2017.

Si tratta di una richiesta dai toni amari quella inviata dall’Ufficio di Presidenza del Tribunale di Napoli Nord a Roma presso il Ministro di Grazie e Giustizia, al Capo di Gabinetto e al Capo dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi; a Napoli presso Presidente della Corte d’Appello e al Procuratore Generale presso la Corte di Appello; al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, al Presidente delegato per gli affari della magistratura Onoraria e ai Magistrati delegati per gli affari civili e penali del Giudice di Pace di Marano presso la loro sede; ai Sindaci dei Comuni di Calvizzano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano e Villaricca. Il protocollo reca ad oggetto: “Richiesta chiusura ufficio Giudice di Pace”.

Già dall’incipit del testo del documento si comprende che le difficoltà avute in precedenza per il funzionamento dell’ufficio sono man mano peggiorate a causa “dell’acuirsi dei contrasti politici ed amministrativi tra le amministrazioni comunali interessate”.

Già questo passaggio la dice lunga su eventuali responsabilità della probabile chiusura di un presidio di legalità sul territorio quale è l’Ufficio del Giudice di Pace.

Non è bastato il polverone mediatico sollevato in ottobre per scongiurare la chiusura dell’ufficio; constatiamo, infatti, dalla richiesta del Presidente del Tribunale di Napoli Nord, che “le uniche novità, al netto degli impegni promessi dal Comune di Giugliano e dalla Regione Campania, attengono il pensionamento dell’unico cancelliere destinato al settore penale e all’inopinata sostituzione dell’unico assistente presente con altra unità del tutto priva di esperienza nella gestione dei servizi amministrativi essendo impiegato presso il Comune di Qualiano con funzioni di custode del cimitero”.

Ovviamente ad un ufficio dove si svolgono servizi legali e amministrativi, anche chi non è particolarmente avvezzo alla gestione del personale, sa benissimo che è necessario fornire risorse umane qualificate per il tipo di impiego. In caso contrario risulta chiaro, come scrive il Presidente del Tribunale di Napoli Nord  nel protocollo, che la gestione va “totalmente fuori controllo”.

Non sono tuttavia questi i soli problemi che hanno scaturito la richiesta di chiusura degli uffici del Giudice di Pace di Marano. L’Ufficio, infatti, a causa della sostituzione continua dei dipendenti comunali, si trova in difficoltà organizzativa. Tutto ciò, come riportato nel nella richiesta, va ad aggiungersi ai “Comuni che, in ogni utile occasione, preannunciano la volontà di fuoriuscire dalla convenzione”.

Non solo. Vi sarebbe, inoltre, l’obsolescenza dei supporti informatici. Questa provocherebbe il blocco di alcune procedure. Con tali situazione è chiaro che il servizio offerto non può in alcun modo funzionare al meglio come spiegato anche nel protocollo.

A motivare ulteriormente la richiesta di chiusura anche gli infruttuosi richiami ai Comuni consorziati. Numerose le richieste per il rispetto degli impegni presi al fine di permettere il giusto funzionamento del Ufficio del Giudice di Pace.

Francamente appare incredibile che i Comuni firmino una Convenzione per un importante presidio di legalità sul territorio per disattendere, in seguito, quanto sottoscritto; fino a costringere il Presidente del Tribunale di Napoli Nord a chiedere che l’ufficio sia chiuso.

Dinnanzi però a quanto riporta il Presidente del Tribunale di Napoli Nord nel protocollo, sembra più che giusta la risoluzione richiesta. L’ufficio, a quanto pare, non riesce a fornire un servizio ottimale ai cittadini.

Ad impedire l’inevitabile solo un reale interessamento delle amministrazioni locali. Potrebbero, infatti, applicando a pieno la Convezione, riuscire a far funzionare nella massima efficienza l’Ufficio e scongiurare la chiusura.

Pubblicità
Pubblicità