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Malta: “Tre Città” oltre il mare

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Proprio davanti alla capitale “fantasma” assediata dai turisti, Birgu, Bormla e Senglea conservano intatto il loro “capitale umano”.

Una nave fantasma solca i mari. A bordo, la Morte e la Vita giocano a dadi per decidere il destino di un intero equipaggio, maledetto per l’uccisione di un albatros.

Questa è la storia della “Ballata del vecchio marinaio” e chissà se il suo autore, Samuel Taylor Coleridge, avesse mai potuto immaginare che La Valletta, dove visse e lavorò per diversi anni, oggi rischia lo stesso destino del suo vascello fantasma.

 La Valletta capitale “fantasma” assediata dai turisti

La città maltese, la capitale più piccola dell’Unione Europea, vive un presente di estrema ambivalenza, purtroppo comune a molte destinazioni, “vittime” di overtourism: troppi turisti e sempre meno residenti. Processioni di crocieristi che si incrociano, in attesa di varcare l’ingresso nel Palazzo del Gran Maestro o calpestare le tombe dei Cavalieri di Malta, ammirando la tela di Caravaggio nella Concattedrale.

 Le scale di Valletta dove quasi non si passa più

Tavoli e tavolini ovunque: in strada e sulle scale, turisti arrivati da tutto il mondo in attesa di sedersi per un pasto a base di pesce fresco o di ordinare pastizzi al volo, al personale che è ugualmente “straniero”.

Di contro, tanti edifici gli “fantasma”: molti sovrastati da gru di cantieri infiniti, troppi ormai completamente abbandonati o abusivamente occupati dai troppi piccioni. I segni evidenti del loro molesto passaggio sono un contributo pesante all’attuale aspetto decadente della “Città Umilissima” che fatica a mantenere inalterato lo splendore dei dettagli delle sue scenografie barocche.

Centro storico della Capitale: case abbandonate con i classici balconi maltesi colorati

“Ho perso il mio paese …” Solo cinque parole e un unico sospiro amaro.

A bisbigliarle in inglese è la rassegnata signora maltese che gestisce uno dei pochi negozi conduzione familiare rimasti in Triq Sant Pawl: recupera e vende ai turisti porcellane di ogni fattura, trattando servizi di pregio e pezzi spaiati da mercatino con la stessa amorevole dolcezza per quei tesori, un tempo custoditi nelle vetrine e apparecchiati sulle tavole delle sale da pranzo che si aprivano sulle “gallariji”, i caratteristici e colorati balconi maltesi, da cui purtroppo non si affaccia più nessuno.

una Dghajsa tipico taxiboat maltese sul Grand Harbour

Eppure, bastano una manciata di minuti di mare, con qualche inevitabile schizzo salato, per attraversare il Grand Harbour a bordo di una dghajsa, l’iconico boat-taxi, e ritrovarsi lungo il perimetro della Cottonera. Qui, tra i confini indefiniti delle Tre Città dai nomi onorifici di Vittoriosa, Cospicua e Isla, il rapporto tra visitatori e cittadini torna ad un livello più normale: si scoprono angoli pittoreschi e prospettive diverse dell’arcipelago maltese con un ritmo più lento e maggiore qualità dei servizi.

 Forte S. Angelo a Vittoriosa Birgu

Birgu, Bormla e Senglea (questi i nomi in lingua locale) sono proprio di fronte a La Valletta, eppure ancora poco conosciute da coloro che aggiungono l’arcipelago maltese attratti dall’irresistibile richiamo blu del mare. Si può andare alla scoperta delle loro architetture difensive come il Forte S. Angelo e i Bastioni di S. Michele; ripercorrere la storia bellica e la tradizione marittima nei musei; entrare nella Collegiata dell’Immacolata Concezione di Bormla per la Vergine d’Argento o ammirare la tela più grande di Mattia Preti sull’altare di S. Lorenzo a Birgu; salire e scendere le scale del Palazzo dell’Inquisitore, dalla Sala del Tribunale, alle stanze di tortura, fino alle celle di detenzione.

Il martirio di S.Lorenzo di Mattia Preti a Birgu (Vittoriosa)

Lasciando il perimetro del mare agli incredibili yacht e percorrendo le stradine più interne, si ritrovano le case abitate con le piantine alle finestre e i panni stesi al sole, insieme ai negozi di quartiere: tracce di vita che, come accade in estate al sud, va in pausa solo nelle ore più calde. Di pomeriggio, è nei bar che quella “maltjia” torna ad essere la lingua parlata da tutti.

 Il Palazzo dell’Inquisitore

Incomprensibile a noi stranieri, certo, ma che genera quella curiosità di sapere, capace di restituire al “viaggio” quel significato umano profondo fatto di incontro con l’altro e con le sue abitudini, non solo di istantanee accumulate nella memoria del telefono, che spesso finiscono per non ricordaci più nulla.

Tre Città: Bormla più conosciuta come Cospicua

Sull’estremità finale di la Isla, tra le aiuole tranquille dei Giardini della Gardijola, la torre di vedetta conserva ancora i suoi idoli: un occhio, un orecchio e un airone, pronto a spiccare il volo al primo allarme; gli stessi che proteggevano i cavalieri templari quando scrutavano l’orizzonte col timore nemici troppo vicini.

La torre d’avvistamento dei Cavalieri sull’estremità dei Gardijola Gardens

Oggi, da quella stessa torre, si continua ad osservare il traffico di barche e di navi nel braccio di mare del Grand Harbour, ma niente nemici in avvicinamento. Di fronte, “solo” centinaia di turisti che si accalcano, alle 12 e alle 16, sotto gli archi degli Upper Barakka Gardens, in attesa dei rituali potenti colpi di cannone; gli unici capaci di far spiccare il volo ad altrettante centinaia di piccioni, distanti solo qualche minuto di mare: abbastanza, per fortuna, a evitarsi qualsiasi schizzo inopportuno.

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