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Emergenza personale nei Comuni: il caso Caino e la soluzione “taglia-burocrazia” degli elenchi idonei

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Il Comune bresciano simbolo della crisi di organico negli enti locali: dagli uffici vuoti alla soluzione operativa degli elenchi idonei ASMEL

17.03.2026 – Il caso del Comune di Caino, poco più di 2mila abitanti in provincia di Brescia, è diventato emblematico della crisi che attraversa gli Enti Locali. Con una provocazione che ha fatto rapidamente il giro del Paese, il Sindaco Cesare Sambrici ha simbolicamente “vietato”, con l’affissione di un cartello, nascite, morti e matrimoni nel proprio territorio, a causa dell’assenza di personale nell’ufficio anagrafe. In poco più di due mesi, l’organico comunale si è drasticamente ridotto, passando da dieci dipendenti a soli quattro.

Quello di Caino non è un caso isolato, ma il segnale evidente di una difficoltà diffusa. I Comuni di minori dimensioni faticano sempre più ad attrarre e trattenere personale qualificato, spesso orientato verso amministrazioni centrali o enti di maggiori dimensioni, in grado di offrire condizioni economiche e prospettive professionali più attrattive. A ciò si aggiunge il peso crescente degli adempimenti amministrativi, che, a causa proprio della mancanza di personale, finisce per gravare direttamente sugli amministratori locali, costretti sempre più spesso a supplire in prima persona alle carenze di organico.

In questo contesto, per gli Enti Locali esiste già una soluzione concreta, operativa e ampiamente sperimentata da oltre 900 amministrazioni: l’Elenco Idonei ASMEL. La procedura, prevista dall’art. 3-bis del DL n. 80/2021 (cd. Decreto Reclutamento), consente ai Comuni di gestire in forma aggregata le selezioni per 37 profili professionali, superando gli oneri organizzativi ed economici dei concorsi tradizionali.

Il principale punto di forza è la rapidità: grazie al meccanismo degli interpelli, selezioni semplificate rivolte esclusivamente a candidati già risultati idonei, le assunzioni possono essere completate in circa 4-5 settimane. A ciò si aggiunge un significativo alleggerimento degli adempimenti per gli Enti, che non devono organizzare l’intera procedura concorsuale ma possono attivare direttamente una prova finale, generalmente orale.

Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalla qualità e dalla motivazione dei candidati. Gli idonei, infatti, scelgono a quali interpelli partecipare, privilegiando spesso territori di interesse o prossimità, con una conseguente riduzione del rischio di rinunce o dimissioni precoci, criticità frequente nelle graduatorie dei concorsi nazionali.

L’efficacia della procedura ASMEL è confermata dai numeri: oltre 1.600 assunzioni già concluse e più di 500 in corso nei Comuni aderenti. Mentre si stanno per concludere le prove preselettive del Maxi Avviso annuale per circa 140.000 candidati, gli enti possono aderire all’accordo tramite la semplice delibera di giunta e attingere da subito agli elenchi per riportare efficienza e linfa vitale nelle amministrazioni locali, garantendo che i servizi essenziali, dall’anagrafe alla gestione tecnica, non debbano più essere “sospesi”.

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