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In Transilvania, sulle tracce di Dracula
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Mappa dei luoghi di un personaggio leggendario tra storia, letteratura e cinema
La fine di ottobre e l’inizio di novembre costituiscono un passaggio. Le ore di luce cominciano a diminuire, la natura intorno si colora delle sfumature della terra nella sua ultima esplosione, prima del riposo invernale, e tutto si tinge di nero e arancio. Sono i giorni di Halloween: la vigilia di Ognissanti, quando il confine tra il mondo dei vivi e quelli che non lo sono più sembra farsi più sottile e, complice anche il calendario, si attraversa questo ponte, inseguendo mete che esaltino il clima di mistero.
La regione rumena della Transilvania, un tempo terra contesa tra Sassoni, Magiari e Rumeni, continuamente attaccata dagli Ottomani, è indissolubilmente legata ad una figura dal profilo sfumato, il cui nome evoca mistero, fascino e suggestione: Dracula. Storia, letteratura e cinema sono come gli elementi chimici che, con diversa proporzione, hanno contribuito a creare una figura leggendaria famosissima e nebulosa allo stesso tempo: mescolando realtà e fantasia al punto tale da non riuscire più a distinguere tra il personaggio storico e quello fantastico, Dracula afferma comunque un forte potere di attrazione verso quei luoghi che hanno ospitato la sua figura e la sua ombra.

La ricerca delle sue origini parte dalla cittadina di Sighișoara, un borgo medioevale incantato, sospeso come una terrazza su una delle alture sulla valle del fiume Tarnava Grande. Proprio come il meccanismo dell’orologio della Torre del Consiglio, simbolo della cittadina, il centro storico di Sighișoara, annoverata tra i siti del “Patrimonio Unesco”, sembra aver avuto un battuta d’arresto, in un momento che non è più al suo stato originale e non è, però, ancora perfetta conservazione.
Circondata da una cinta muraria, intervallata da diverse torri che conservano i nomi delle corporazioni a cui, un tempo, era affidata la manutenzione, proprio alle spalle del maestoso municipio in stile neorinascimentale con dettagli gotici, una testa in pietra ricorda il suo cittadino più illustre.

Sulla facciata gialla della casa nei pressi della Torre del Consiglio, una targa informa che probabilmente lì nacque, il 02 novembre 1431, Vlad III Tepes, cioè l’Impalatore, dalla pratica che era solito adottare per uccidere i nemici del suo regno). Una figura storica camaleontica e controversa, capace di cambiare fede e alleanza secondo il proprio interesse, ma anche di difendere l’onore dei conterranei, dai quali veniva considerato come un eroe; Principe di Valacchia e Cavaliere dell’ordine del Drago, divenne per tutti Dracul, che in origine latina, vuol dire anche diavolo.

Su questa base storica e sulla mitologia rumena degli “Strigoi”, spiriti risorti dalle tombe, capaci di trasformarsi in animali notturni e di manipolare la mente, la letteratura gotica di scrittori come Jules Verne e Bram Stoker, e, in seguito il cinema, hanno rielaborato il personaggio del conte vampiro, signore indiscusso della Transilvania.

Nonostante ciò, l’atmosfera a Sighișoara è tutt’altro che lugubre, anzi, è piuttosto romantica. Sul finire del giorno, l’illuminazione discreta delle lampade rischiara appena le stradine acciottolate, le candele invitano ad entrare nelle locande e nelle taverne dagli ingressi decorati con zucche e ghirlande autunnali, per riscaldarsi e osservare, dalle vetrate, le ombre che si abbracciano passeggiando.

Sul confine tra la Transilvania e la Valacchia, irto su uno sperone di roccia circondato dagli splendidi boschi dei Carpazi, il castello medioevale di Bran, probabilmente per somiglianza a quello descritto tra le righe del romanzo epistolare del 1897 dello scrittore irlandese Bram Stoker, è ormai conosciuto da tutti come il castello di Dracula: in realtà, la dimora del conte del romanzo è localizzata nei pressi di Bistrița, a quasi 300 chilometri più a nord, mentre lo storico principe guerriero vi soggiornò di passaggio per pochi anni.

La sua struttura labirintica si sviluppa su quattro piani, alternando stretti cunicoli a passaggi all’aperto sul cortile interno e al susseguirsi di stanze dalle modeste dimensioni con arredi sobri e pochi oggetti preziosi appartenuti alla Regina Maria e al Principe Nicola che, se non fosse per l’esagerata presenza di turisti, i quali sono più attratti dai costumi e oggetti di scena del film, come il kit per annientare i vampiri, meriterebbero maggiore attenzione.

A Bran, il Castello e i dintorni costituiscono uno degli esempi più significativi di “overtourism”. Il flusso enorme di visitatori da un lato non permette di assaporare a fondo l’atmosfera di un sito diventato ormai troppo commerciale e dunque un po’ deludente; dall’altro, consente alla popolazione di un‘intera regione di vivere, grazie al fascino ininterrotto del conte vampiro; il suo volto, il profilo col mantello, il simbolo del drago e la sagoma del castello sono impressi su qualsiasi oggetto possibile: Dracula in tutte le salse, che però ha perso il suo gusto ”dark”.

Sono in pochi a sapere che la reale residenza del principe Vlad III è la Fortezza di Poenari, situata a Curtea de Arges, su uno sperone di roccia tra i boschi: la struttura, ormai in rovina, è visitabile risalendo a piedi oltre 1400 gradini, solo su prenotazione. La fine della storia del principe, avvenuta probabilmente nel 1477, è nebulosa quasi quanto il suo alter ego fantastico: i resti del suo corpo, forse seppelliti lungo la strada per Bucarest e la sua testa inviata a Costantinopoli.

Il luminescente bagliore blu del cielo delle limpide sere d’autunno in Transilvania non ha la stessa capacità di rilevazione del luminol, dunque le tracce ematiche lasciate da Dracula sono scomparse nelle pieghe del tempo e dell’immaginazione.

Da qualche anno, una teoria interessante, ma non ancora verificata, afferma che, le spoglie del Principe siano state recuperate della figlia Maria Balsa, ospite presso la corte aragonese, e conservate presso la tomba del suocero Matteo Ferrillo, collocata nel chiostro della chiesa di S. Maria la Nova, proprio nel cuore del centro storico di Napoli.

Se, nel romanzo, il conte Dracula affermava che “ non vi è superstizione al mondo che non si anni di nel ferro di cavallo dei Carpazi, quasi fosse il centro di un vortice dell’immaginazione”, quale altra città al mondo, così altrettanto legata all’aldilà e alla superstizione, può essere così generosamente ad ospitare la leggenda di Dracula, se non Napoli?

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