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La janara, il munaciello e la bella ‘mbriana

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Le figure mitiche della tradizione napoletana: janara, bella ‘mbriana e munaciello

Ci sono personaggi della tradizione napoletana che entrano a far parte della quotidianità anche se ormai le nuove generazioni si sono completamente staccate da loro. È il caso di tre figure che resistono al passare del tempo nonostante tutto: la janara, il munaciello e la bella ‘mbriana.

Se qualcuno apostrofa una donna con l’epiteto “janara” non le fa certo un complimento. La janara, infatti, era una strega, essenzialmente legata al mondo contadino. Usciva di notte e spesso si infilava furtivamente nelle stalle per rapire una giumenta e cavalcarla tutta la notte. Per evitare ciò, i contadini ponevano un sacco di sale o una scopa di miglio davanti alla porta perché, dicevano, la janara non resisteva al desiderio di contarne i grani o i fili fino alla mattina, quando era costretta a fuggire.

L’uso del sale serviva anche per riconoscerle tra le donne del vicinato: era sufficiente riempire un bicchiere di sale e gettarlo per terra dicendo “Viene p’ ‘o ssale” e la janara camuffata da vicina sarebbe venuta certamente il giorno dopo per chiedere appunto un bicchiere di sale. Un altro modo per riconoscerle era attendere la fine della Veglia di Natale; sarebbero state le ultime ad uscire dalla chiesa perché costrette ad assistere alla messa più sacra della cristianità.

Del tutto diversa, quasi all’opposto, è la figura della bella ‘mbriana, uno spirito benigno posto a protezione della casa. È visibile a volte tra le tende nella cosiddetta controra, cioè nel primissimo pomeriggio, oppure sotto forma di farfalla o geco che, per tradizione, non vanno cacciati né tantomeno uccisi. La sua presenza è una benedizione per la casa che abita ed è per questo che i nostri nonni, quando entravano in casa, dicevano “buongiorno” o “buonasera” anche se non c’era nessuno.

La bella ‘mbriana ama la pulizia e l’ordine e si offende se qualcuno parla male della propria casa; allora può diventare dispettosa e cattiva e, in caso di trasloco, potrebbe addirittura vendicarsi. Se poi si decidesse di trasformare o di aggiustare parti della propria abitazione perché poco apprezzate, si potrebbe perfino rischiare la morte, da cui il detto “Casa accunciata, morte appriparata”.

L’origine della bella ‘mbriana risale alla notte dei tempi; si racconta che prendesse il suo punto di partenza dalla storia di una principessa che, a causa di un amore infelice, avesse perso il senno e vagasse per i vicoli della città, infilandosi nelle case altrui e che il re suo padre ricompensasse con vari doni chi si prendeva cura di lei nelle sue peregrinazioni.

Storia completamente diversa è alla base della figura del munaciello. Se si vuole credere a ciò che la Serao scrisse nelle sue Leggende napoletane, si tratta di una figura realmente esistita risalente al XV secolo.

La Serao racconta infatti di un amore contrastato tra Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di stoffe, e Stefano Mariconda, l’apprendista di suo padre. I due, per sfuggire ad occhi indiscreti e divieti paterni, si incontravano di notte e Stefano raggiungeva la sua amata camminando sui tetti della città. Una notte, Stefano fu aggredito e gettato sul selciato davanti agli occhi di Caterinella. La fanciulla, allora, straziata dal dolore, chiese ed ottenne dal padre di potersi chiudere in convento.

Ma Caterinella era già incinta e partorì nel monastero un bimbo deforme che vestì con degli abiti che ricordavano il saio degli agostiniani. Vedendolo gironzolare per la città vestito così, il popolo cominciò a chiamarlo ‘o munaciello. Alla morte della madre, il piccolo cominciò a subire vessazioni ed aggressioni finché, un giorno, sparì.

La Serao aggiunge che, tempo dopo, furono trovate, in una fogna, ossa umane di un bambino che fecero pensare che i parenti di Caterinella si erano disfatti anche del piccolo per mettere a tacere certe voci. A questa storia si mescola poi l’usanza che vuole che fossero invece i pozzari ad entrare ed uscire dalle case dei loro clienti tramite i pozzi scavati nel sottosuolo e ai quali il popolo accedeva, tramite dei secchi, per approvvigionarsi di acqua.

Il munaciello può avere tre tipi di condotta: può essere gentile, lasciare doni o numeri del lotto; può essere cattivo e dispettoso, addirittura picchiando gli abitanti della casa e rompendo suppellettili; può essere attirato dalle belle donne, palpeggiandole. In ogni caso, non si deve mai confessare di avere il munaciello in casa, pena diventare vittima di scherzi o disgrazie. D’altro canto, però, il munaciello aiuta sempre chi ne ha bisogno; si dice che

potrebbe condurre, chi abbia tanto coraggio da seguirlo, ad un tesoro favoloso, donato senza condizioni né rimborso.

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