Cronaca
Sequestrati oltre 14 milioni di euro per maxi frode fiscale su crediti d’imposta inesistenti a Latina
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10 mesi fail

Indebite compensazioni di crediti d’imposta: sequestri per oltre 14 milioni di euro eseguiti dalla Guardia di Finanza di Latina
I Finanzieri del Comando Provinciale di Latina hanno proceduto a dare esecuzione a
un’ordinanza di applicazione di una misura cautelare reale emessa dal G.I.P. del Tribunale di
Santa Maria Capua Vetere con cui, al termine di un’articolata indagine in materia di indebite
compensazioni di crediti d’imposta, delegata al Gruppo di Formia e coordinata dalla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stato disposto — ai sensi
degli artt. 321 c.p.p. e 12 bis del D.Lgs. 74/2000 — il sequestro di disponibilità finanziarie,
beni mobili e immobili per oltre 14 milioni di euro.
L’attività, che ha riguardato 42 soggetti, è stata eseguita dalle Fiamme Gialle di Formia, le
quali hanno avviato specifici approfondimenti e indagini a seguito di una segnalazione
dall’Ufficio Audit dell’ Agenzia delle Entrate, relativa a presunte condotte anomale e “a
rischio” da parte di alcuni soggetti abilitati ad apporre visti di conformità sulle dichiarazioni
fiscali recanti crediti d’imposta.
In particolare, le investigazioni, consistite in minuziosi esami documentali, analisi delle
risultanze delle banche-dati in uso al Corpo, indagini tecniche, acquisizioni digitali e
testimoniali nonché perquisizioni, eseguite con la partecipazione di personale del predetto
ufficio dell’ Agenzia delle Entrate, hanno consentito di raccogliere — sebbene nella fase
embrionale delle indagini preliminari – elementi di prova in ordine a un’articolata frode
fiscale finalizzata alla creazione, alla commercializzazione e all’utilizzo di crediti di imposta
inesistenti, che avrebbe consentito a 25 società, operanti in varie aree del territorio nazionale,
di portare in compensazione tali crediti d’imposta fittizi per oltre 14 milioni di euro, destinati
indebitamente al pagamento di imposte e contributi previdenziali.
Secondo quanto ricostruito, i crediti IVA, IRES e IRAP, del tutto inesistenti e creati
artatamente (quali acconti non effettivamente versati, crediti a riporto inesistenti, etc.),
venivano certificati da un soggetto, il quale avrebbe provveduto – secondo le provvisorie
risultanze delle indagini preliminari – ad apporre il visto di conformità senza l’effettuazione
dei controlli imposti dalla normativa tributaria. I crediti d’imposta, resi così idonei alla
compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, venivano quindi utilizzati
dalle stesse società o ceduti a imprese terze operanti fittiziamente nello stesso gruppo
societario, per poi essere utilizzati o direttamente in dichiarazione per abbattere il reddito
imponibile, ovvero in compensazione per abbattere altre imposte o i contributi previdenziali.
Si precisa che la misura reale è stata disposta nell’ambito della fase delle indchagini
preliminari, che gli odierni indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza

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