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Qualiano: non c’è pace per via Santa Maria delle Grazie

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Non c’è tregua per i lavori in via Santa Maria delle Grazie: a pochi giorni dal ripristino ecco saltare gli aggiusti. Non va meglio per il verde pubblico

Sta prendendo la sembianza di una iattura la riqualificazione di via Santa Maria delle Grazie dopo l’apertura su via Campana.

Era luglio del 2024 quando ci fu la cerimonia di apertura e appena un mese dopo già tutto il pavè era ridotto male, frutto di una scelta che sbagliata, evidentemente non adatta a sostenere il transito delle automobili. Per dovere di cronaca i lavori si aggirano intorno ad una spesa di circa 150 mila euro.

Dopo un anno o poco più, finalmente riconosciuta anche la posa non ottimale, è avvenuto un intervento di ripristino dei basoli frantumati.

I cittadini si auguravano una risoluzione devinitiva al problema, ma tanta era la scetticismo ed avevano ragione a distanza di 15 giorni ecco spuntare il primo basolo rotto e altri si muovo peggio di prima e non fanno presagire una di buono. C’è un vecchio adagio che dice “a far bene o a far male le cose è necessario lo stesso tempo”, quindi perché non farle bene?

Altra nota dolente sono gli alberi piantati quando vi furono i lavori di smantellamento della piazzetta per permettere 10 posti auto. Furono piantati quattro alberelli a discapito di almeno sei lecci. Ebbene gli alberelli sono in procinto di seccare perché qualche tamarrone, prepotente ed imbecille ha deciso così.

Non sono certo intervenuti gli adetti del comune, ma qualcuno che ha fatto autogestione come già avvenuto in precedenza in città.

Scomparsi anche gli alberelli che erano nelle fioriere lungo il varco che conduce su Via Campana.

Ormai Qualiano è destinato ad essere un sobborgo degradato della periferia di Napoli, non si riesce a mettere un freno allo scenario di degrado in cui sta cadendo. Evidentemente è necesssario, come non mai, un sistema di sorveglianza serio con videocamere al fine di mettere in condizioni le forze dell’ordine di operare al massimo.

A Qualiano c’è l’usanza di concludere le campagne elettorali con la zuppa di fagioli a con la pasta e fagioli, piatti genuini e della tradizione. Per uno strano caso, forse per una sorta di maledizione o forse Saturno, Venere, Marte e la Luna contro, spesso, le amministrazioni che vincono la competizione elettorale quando devono mettere in pratica il programma elettorale, i risultati finiscono per rispecchiare le rispettive pietanze, anche loro malgrado.

Anziché risolvere i problemi capita che li aggravino. L’unica attività in cui si riesce bene, a parte sporadici colpi di fortuna, è fare propaganda, ultimamente – visto l’andazzo – potrebbe avvenire anche sulla carta igienica.

Nel frattempo, i cittadini si domandano quando vi saranno interventi seri che rendano la città non il paradiso, ma normale.

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