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Politica

Parla l’On. Alessandro Caramiello: «L’Italia cresce solo se cresce il Mezzogiorno»

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L’On. Alessandro Caramiello racconta il suo impegno per il Mezzogiorno: “Servono visione, coesione e lavoro stabile per far crescere davvero il Paese”


Onorevole Caramiello, da mesi è in prima linea sul fronte del Sud. Ci racconta come nasce il suo impegno politico in difesa del Mezzogiorno?

«Il mio impegno nasce dal territorio, da chi è stato un amministratore locale, dalla consapevolezza che il Sud ha bisogno non di parole, ma di fatti reali e concreti. Chi, come me, viene da realtà del Sud Italia conosce bene i limiti, ma anche le straordinarie potenzialità di queste terre. Il mio compito in Parlamento è proprio quello di portare dentro le istituzioni le istanze di chi per troppo tempo è rimasto ai margini.»

Lei è promotore dell’Intergruppo Parlamentare “Sud e Isole“. Di cosa si tratta e perché è importante?

«L’Intergruppo “Sud e Isole” è uno strumento trasversale, che unisce parlamentari di diverse forze politiche con un unico obiettivo: rilanciare il Mezzogiorno e le sue isole non in chiave assistenzialista, ma strategica. Stiamo lavorando su temi concreti come l’equità nella distribuzione del PNRR, la fiscalità di vantaggio, le infrastrutture e l’accesso ai fondi europei. Perché il Sud ha bisogno di coesione, progettualità e visione. Si deve intervenire sulle aree fragili e sulle diseguaglianze.»

Quali sono i principali risultati che avete ottenuto finora?

«In questi mesi abbiamo sollevato con forza il tema del rispetto della quota Sud nei fondi PNRR, spingendo per garantire che almeno il 40% venga realmente speso nelle regioni meridionali, che venga rispettata la clausola del 34%. Abbiamo inoltre chiesto interventi straordinari per i comuni in dissesto, potenziamenti delle ZES e incentivi per il rientro dei giovani dal Nord o dall’estero. E stiamo costruendo una rete che coinvolge territori, imprese e amministratori locali.»

In Parlamento, su quali fronti si sta concentrando?

«Faccio parte della Commissione Agricoltura e della bicamerale federalismo fiscale, ambiti fondamentale per il rilancio del Sud. L’agricoltura, infatti, è un settore chiave per la nostra economia e per la valorizzazione del territorio, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Stiamo lavorando per sostenere le filiere locali, contrastare il caporalato, promuovere l’agroecologia e garantire un ricambio generazionale nelle campagne.»

Secondo lei, qual è oggi la vera sfida per il Sud?

«Il lavoro. Ma non solo in termini numerici: serve lavoro stabile, qualificato, dignitoso. Servono infrastrutture, una sanità che funzioni, un piano per la scuola e contro la fuga dei cervelli. E serve anche una narrazione nuova: il Sud non è un peso, è una risorsa inespressa. È il cuore pulsante della nostra identità, della cultura, dell’economia blu, verde, turistica e sociale.»

Da cittadino e da avvocato del Sud, le chiedo: cosa può dire a chi oggi si sente abbandonato dalla politica?

«Capisco perfettamente chi non crede più nelle istituzioni. Ma proprio per questo ho deciso di impegnarmi: per dare un segnale di presenza, di ascolto e di concretezza. La politica non può più limitarsi agli annunci. Il mio invito è a non arrendersi e a costruire insieme il cambiamento, partendo dai territori e dalle competenze che già abbiamo. Il Sud non ha bisogno di pietà: ha bisogno di opportunità.»

Grazie Onorevole per la sua disponibilità e per il lavoro che sta portando avanti.

«Grazie a lei Avvocato, per l’attenzione e per l’impegno civico che porta avanti ogni giorno. Insieme, possiamo dare al Sud la centralità che merita.»

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