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Ultima Generazione: Roma, il governo taglia la democrazia al posto dell’iva
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1000 forbici davanti a Montecitorio per denunciare l’ipocrisia della Meloni
10 giugno 2025 – Questa mattina alle ore 10.00 davanti al piazzale di ingresso della Camera dei Deputati, in piazza di Montecitorio, otto persone di Ultima Generazione aderenti alla campagna “Il Giusto Prezzo”, hanno sparso simbolicamente in terra mille forbici da cartoleria, per pretendere che Giorgia Meloni porti a termine la promessa fatta agli italiani di tagliare l’IVA sui beni essenziali.
Non hanno fatto in tempo ad aprire lo striscione con scritto “Tagliamo l’IVA” e a parlare che le forze dell’ordine hanno immediatamente portato via le persone, per poi portarle in questura.
Giacomo, 33 anni, consulente legale, ha dichiarato: “Giorgia! Abbiamo portato mille forbici davanti al Parlamento. Noi non chiediamo mille tagli, ma solo un taglio sui beni primari. E’ Semplice. Pane, latte, frutta non sono beni di lusso. Sono vita quotidiana. E tassarla è ingiusto. Vogliano il Giusto Prezzo. Meloni l’aveva promesso.
Eppure i soldi per affrontare questa crisi ci sono. Non devono venire dalle nostre tasche, ma da chi si è arricchito sulla nostra pelle: i colossi dell’agribusiness, la grande distribuzione organizzata, l’industria fossile e militare, i grandi patrimoni. Adesso basta. Niente spesa, finché non tagliano davvero. Dal 11 ottobre in poi, saremo in 100.000 a boicottare i supermercati.
SI RIDUCE LA DEMOCRAZIA MENTRE AGLI ITALIANI AUMENTA LA SPESA
Dopo aver sabotato il referendum del 8 e 9 giugno il governo si prepara a infliggere un nuovo colpo alla democrazia italiana, con l’intenzione di portare ad un milione le firme per attivare il processo democratico referendario. Noi al contrario della democrazia, chiediamo agli italiani di boicottare la grande distribuzione organizzata — ovvero i supermercati — per ottenere una misura concreta e immediata a tutela delle fasce più colpite dall’ingiustizia economica. E lo facciamo anche sfidando le misure repressive del nuovo Decreto Sicurezza, ribadendo la nostra opposizione a ogni forma di repressione del dissenso e portando in piazza la richiesta di giustizia climatica ed economica. Il nostro obiettivo è chiaro: raccogliere almeno 100.000 adesioni entro l’11 ottobre, per dare il via a un boicottaggio vero e proprio e generare una pressione economica su larga scala.
PERCHÈ L’AZZERAMENTO DELL’IVA SUI BENI ESSENZIALI?
In un Paese dove il potere d’acquisto reale è calato del 10%, azzerare l’IVA su pane, pasta, olio e altri beni di base — oggi tassati tra il 4% e il 10% — è il minimo indispensabile. Ultima Generazione sfida il governo sul suo stesso terreno: chiediamo l’attuazione di una promessa fatta da Fratelli d’Italia, poi rimasta lettera morta. Loro ne hanno fatto propaganda. Noi vogliamo realizzarla davvero. Tagliamo l’IVA!
PERCHÉ IL BOICOTTAGGIO?
La campagna lanciata oggi è semplice: se entro l’autunno raccoglieremo 100.000 adesioni, da ottobre partirà un boicottaggio organizzato contro i supermercati, per chiedere al governo il taglio dell’IVA sui beni essenziali, finanziato con un prelievo sugli extraprofitti delle grandi aziende responsabili della crisi climatica. Il boicottaggio è una tattica di pressione collettiva che può funzionare: in Croazia ha portato il governo a calmierare i prezzi. Colpendo economicamente e mediaticamente la GDO, possiamo spingerla a sostenere la nostra richiesta. Non toglie responsabilità alla grande distribuzione, che è uno dei settori più potenti e meno trasparenti del Paese: mentre milioni di famiglie e agricoltori subiscono l’inflazione climatica, i colossi del commercio aumentano profitti e potere, scaricando i costi su chi è più fragile. Il boicottaggio sarà complementare alle altre forme di disobbedienza civile già praticate da Ultima Generazione: non è una rinuncia, ma un passo in avanti verso una partecipazione di massa, accessibile, determinata ed efficace.
E se smettessimo di fare la spesa tutti assieme?
Fallo anche tu: https://vai.ug/boicottaggio
COSA CHIEDIAMO?
PROTEGGIAMO I RACCOLTI DALLA CRISI CLIMATICA
L’agricoltura è in crisi per colpa del collasso climatico: siccità, alluvioni e grandinate mettono a rischio i raccolti e, di conseguenza, la sopravvivenza delle piccole aziende agricole italiane. Proteggiamo i raccolti attraverso politiche che sostengano economicamente gli agricoltori e tutelino le risorse naturali, fermando il consumo di suolo e promuovendo pratiche climaticamente sostenibili.
AGGIUSTIAMO I PREZZI TAGLIANDO L’IVA
Il cibo costa troppo per chi lo compra e rende poco a chi lo produce. Chiediamo a Meloni il taglio immediato dell’IVA sui beni essenziali: basta tassare i bisogni vitali. Impegniamoci in almeno 100.000 a dire questo basta coi fatti: niente spesa nei supermercati da sabato 11 ottobre finchè non verrà tagliata l’IVA sui beni essenziali. Quando la rabbia collettiva si organizza, diventa forza vera.
FACCIAMO PAGARE I RESPONSABILI
Chi rompe paga: la transizione non può essere finanziata con le nostre tasse ma con le ricchezze e privilegi di chi ha speculato per decenni sul nostro benessere e sul nostro ambiente. È responsabilità del governo reperire le risorse dove già esistono: l’agrobusiness, la GDO, i grandi patrimoni,l’industria fossile e quella militare.

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