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Il lato oscuro dell’assistenza sanitaria: gli angeli della morte
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1 anno fail

Scopri il fenomeno inquietante degli angeli della morte nell’assistenza sanitaria, con il caso di Charles Cullen, farmaci utilizzati e analisi criminologica
L’assistenza sanitaria dovrebbe rappresentare sicurezza e cura, ma in alcuni casi si trasforma in un incubo. Il fenomeno degli “angeli della morte” riguarda operatori sanitari che, invece di salvare vite, si macchiano di omicidi seriali. Un caso emblematico è quello di Charles Cullen, un infermiere statunitense che, tra il 1988 e il 2003, ha tolto la vita a decine di pazienti attraverso la somministrazione di farmaci letali. Si stima che le sue vittime siano molte di più di quelle ufficialmente riconosciute.
Il caso di Charles Cullen: un serial killer in corsia
Charles Cullen ha lavorato in diversi ospedali del New Jersey e della Pennsylvania, utilizzando sostanze come digossina, insulina e vecuronio per uccidere i suoi pazienti. L’assenza di un sistema di monitoraggio efficace e i suoi frequenti trasferimenti tra strutture sanitarie gli hanno permesso di agire indisturbato per oltre quindici anni. Arrestato nel 2003, è stato condannato nel 2006 a undici ergastoli. La sua vicenda ha portato alla creazione del New Jersey Patient Safety Act, una legge che obbliga le strutture ospedaliere a segnalare errori e anomalie sospette.
Anche in Italia sono emersi casi simili, come quello di Fausta Bonino, ritenuta colpevole di aver provocato la morte di quattro pazienti ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Villamarina iniettando loro dosi massicce di eparina. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione, il 18 febbraio 2025 ha deciso di rendere definitiva la condanna all’ergastolo per l’ex infermiera dell’ospedale di Piombino.
Farmaci letali e omicidi ospedalieri
Gli angeli della morte scelgono farmaci che permettono di simulare decessi naturali, ritardando i sospetti e le indagini. Tra le sostanze più utilizzate vi sono:
- Digossina: in dosi elevate, provoca aritmie fatali.
- Insulina: un sovradosaggio causa ipoglicemia grave, coma e morte.
- Vecuronio: induce paralisi muscolare e arresto respiratorio.
- Cloruro di potassio: altera il ritmo cardiaco fino all’arresto.
- Morfina: in eccesso, determina una depressione respiratoria letale.
Questi farmaci sono facilmente reperibili negli ambienti ospedalieri e permettono agli assassini di operare senza destare sospetti immediati.
Profilo criminologico degli angeli della morte
Gli angeli della morte sono serial killer organizzati, caratterizzati da un forte desiderio di controllo e superiorità. Le loro motivazioni possono includere:
- Sindrome del salvatore: uccidono per poi simulare tentativi di rianimazione, cercando riconoscimenti.
- Potere e controllo: decidere chi vive e chi muore fornisce loro un senso di onnipotenza.
- Disprezzo per i pazienti: vedono le vittime come un peso per la società.
- Necrofilia emotiva: provano attrazione per il momento della morte e il potere di provocarla.
Studi criminologici indicano che questi individui nascondono spesso tratti narcisistici e antisociali dietro un’apparenza di professionalità e dedizione.
La necessità di prevenzione e monitoraggio
Il fenomeno degli angeli della morte evidenzia le vulnerabilità del sistema sanitario e la necessità di un monitoraggio efficace. Prevenire questi crimini richiede maggiore attenzione alle anomalie nei decessi ospedalieri, sistemi di sorveglianza rigorosi e una formazione etica approfondita per il personale sanitario. Solo attraverso una stretta collaborazione tra istituzioni sanitarie e forze dell’ordine sarà possibile evitare che questi tragici eventi si ripetano.
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