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Cronaca

Ultima Generazione: Imbrattato di giallo marciapiede a Roma davanti

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Imbrattato marciapiede

Nuova azione di Ultima Generazione a Roma. Imbrattati giallo i marciapiedi davanti i negozi Nike e Footlocker

Questa mattina nuova azione di sette persone aderenti alla campagna Fondo Riparazione di Ultima Generazione, in via del Corso.

Gli attivisti hanno colorato con vernice arancione, il marciapiede antistante l’ingresso e le vetrine dei negozi Nike e Footlocker.

Hanno esposto striscioni con scritto “1 ottobre GIUSTIZIA Piazza del Popolo” e “Fondo Riparazione”, incollandosi poi con le mani alle porte di ingresso dei negozi.

Alle 11.55 sono arrivate le forze dell’ordine che hanno portato le persone in questura. A diffondere la notizia una comunicazione di Ultima Generazione.

Come di consueto riportate due dichiarazioni di altrettanti attivisti che lasciamo di seguito.

Bruno, 30 anni, ha dichiarato: “Sono qui perché sono arrabbiato. Il nostro Paese è al centro della crisi climatica. Tra poco sarà estate, le città diventeranno delle fornaci e già adesso c’è chi ne sta pagando le conseguenze, come le persone in Sicilia con l’acqua razionata. Il nostro governo non solo ignora tutto ciò, ma sembra impegnato a peggiorare. Abbiamo una scelta: ribellarci o soffocare per il caldo e per l’oppressione che subiamo”.

Alessandra, 21 anni, ha dichiarato: “Vedo della gente che ci sta difendendo qui fuori, mi spaventa l’indifferenza delle persone, perché non siamo abituati ad esprimere il nostro potere in nessun modo. E fare questo viene percepito soltanto come un disturbo, che è quello che stiamo facendo, ma purtroppo è necessario. Ci viene detto di andare di fronte ai palazzi del potere, ma in questo Stato non è possibile dialogare con chi ci governa, e purtroppo l’unico modo che abbiamo è questo. Facciamo questo per mettere di fronte agli occhi delle persone che questo mondo sta andando in rovina, e dobbiamo muoverci e fare qualcosa, perché non possiamo delegare a qualcun altro, non sarà qualcun altro a salvarci, ma dobbiamo farlo noi”.

Azione di Ultima generazio 14-maggio-polizia locale

Il disturbo necessario in una situazione di emergenza

Nella nota si legge inoltre “L’estate si avvicina. Con l’azione di disobbedienza civile di oggi vogliamo ricordare che l’anno scorso sono morte 62.000 persone per il caldo in Europa. Questo è solo uno dei tantissimi effetti della crisi climatica ed ecologica. Per salvaguardare il nostro territorio e la sua cittadinanza, è fondamentale un profondo cambiamento del nostro sistema. Ultima Generazione pratica la resistenza civile nonviolenta come primo passo verso un cambiamento di democrazia. Questa classe politica si sta dimostrando incapace di affrontare le sfide che la Storia sta loro ponendo con l’urgenza della crisi climatica. Non solo è macchiata da diverse inchieste per corruzione (vedi recenti inchieste in Puglia, Sicilia e Liguria e vicenda della ministra Santanché) ma non è rappresentativa della popolazione italiana, che, ricordiamo, in un recente sondaggio Ipsos si è dichiarata preoccupata per la crisi climatica al 78,8%. La resistenza nonviolenta è un’alternativa all’apatia politica. È una storica e potente forma di partecipazione politica che crea una crepa nella quotidianità, aprendo così uno spazio di confronto e opportunità di cambiamento”.

Ribadicono inoltre anche la loro richiesta agli organi di governo: “Abbiamo bisogno di un piano di adattamento che sia in linea con la reale emergenza che sta affrontando il nostro paese. La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari.  Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi”.

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