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Politica

1 maggio, Castellone (M5S): La politica ha il dovere di affrontare queste emergenze e proporre soluzioni concrete

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PNRR

La nota della vicepresidente del Senato che ha da poco presentato la legge sul reato di omicidio sul lavoro

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro – così in una nota Facebook la Vice Presidente del Senato Mariolina Castellone -. Così sancisce la nostra costituzione all’art. 1. Poi, all’art. 36, specifica che tutti hanno diritto ad un lavoro che gli permetta di vivere in modo dignitoso. Eppure, oggi oltre 4 milioni di lavoratori non escono dalla soglia di povertà; oltre 3 milioni di lavoratori hanno contratti precari che durano anche un solo giorno; ogni giorno 3 persone perdono la propria vita sul luogo di lavoro.

La politica ha il dovere di affrontare queste emergenze e proporre soluzioni concrete. Ieri in Senato abbiamo presentato la legge sul reato di omicidio sul lavoro insieme ai colleghi i senatori Stefano Patuanelli, Luca Pirondini e Ada Lopreiato, con il supporto di Cinzia Della Porta e Guido Lutrario di USB, Fabio Galati di Rete Iside Onlus, l’avvocato Carlo Guglielmi e la madre di Luana D’Orazio, Emma Marrazzo, che ringrazio per il coraggio e la forza con cui continua a portare avanti questa battaglia in memoria di sua figlia Luana, morta a 22 anni, mentre lavorava ad orditoio al quale erano stati manomessi i meccanismi di sicurezza. Ascoltare la testimonianza di Emma è stato davvero toccante.

Ed è per me un onore essere stata al suo fianco mentre depositava in Senato la petizione per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, di cui è la prima firmataria e che ha raccolto finora 10mila firme. Discutere e legiferare su questi temi è necessario per assicurare giustizia per tutte le vittime e le loro famiglie e dare adeguata pena ai colpevoli. Perché nella gran parte dei casi, quando un lavoratore non rientra a casa dal lavoro, non è un “infortunio”, perché non vi è alcun legame con la “non-fortuna”. È importante imparare a chiamare le cose con i termini giusti. Perché, se un lavoratore muore a causa del malfunzionamento di uno strumento, che è stato manomesso per togliere i meccanismi di sicurezza e farlo andare più veloce per aumentare il profitto, allora quell’incidente ha dei colpevoli, che vanno puniti per evitare che succeda ancora. Non si può morire di lavoro. Buon 1° maggio a tutti” – conclude la Vice Presidente Castellone.

Comunicato stampa

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