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Giornata mondiale della Terra: la guerra rispetta il pianeta?

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Giornata della Terra
Foto di WikiImages da Pixabay

Giornata della Terra. Una riflessione sui danni prodotti dalla guerra. Si parla tanto di salvare il pianeta ma le guerre lo deturpano

La Giornata della Terra, celebrata il 22 aprile di ogni anno, è un’occasione per riflettere sul nostro impatto sul pianeta e su come possiamo fare la nostra parte per preservare le risorse naturali. Anche quest’anno l’importante appuntamento impone una riflessione sul rispetto del nostro pianeta che – di fatto – è la nostra casa, l’unica che abbiamo.

Potremmo tranquillamente lanciarci i discorsi carichi di retorica sui tanti piccoli accorgimenti da adottare nel nostro piccolo come evitare al massimo lo spreco d’acqua così come lo spreco di energia.

Si potrebbe parlare delle buone pratiche come il rimboschimento e tante altre. Come è possibile lasciare inosservato un aspetto che reca danni incredibili al pianeta? Come è possibile lasciare inosservato quello che sta accadendo negli ultimi anni con due guerre che tengono il mondo intero con il fiato sospeso.

Conflitti in cui sono protagonisti nazioni che detengono arsenali nucleari talmente grandi e potenti da annientare la Terra nel tempo di pigiare un pulsante. Il riferimento è al conflitto tra Russia ed Ucraina e il conflitto in Medio Oriente che richia di diventare una guerra regionale se non altro.

La politica parla tanto di trasizione ecologica, energia rinnovabile, mobilità elettrica e a basso impatto e allo stesso tempo parta di riarmo con arsenali che ad ogni eplosione feriscono il pianeta, provocando un numero enorme di morti e feriti oltre macerie, cratere e polveri nocive che influiscono in maniera nociva sui viventi.

I politici parlano di mobilità alternativa e non si domandano che impatto abbiano i tank e gli altri veicoli utilizzati in un conflitto. Per non parlare delle navi da guerra – alcune di esse a propulsione nucleare – e i veivoli e missili di ogni tipo che sfrecciano nel cielo con il loro carico di morte.

L’ambiente, la Terra, ormai sono diventati solo temi “acchiappa like”, un modo come un altro per lavarsi la coscienza nella Giornata della Terra o per far vedere agli altri i propri .

In una Europa sempre attenta alle questioni ambientali con normative anti inquinamento sempre più stringenti, chissà se qualcuno ha la forza di chiarire a quale normativa anti inquimamento corrisponde un carro armato o un mezzo blindato che – nella migliore delle ipotesi – percorre meno di un chilometro con un litro di carburante.

Per non parlare dei missili che partono dalle batteria, qualcuno di quelli che inneggiamo alle armi o alla guerra può spiegare che tipo di propellente è usato e soprattutto che impatto ha sulla salute e sull’ambiente?

Chissà se qualcuno è in grado di di spiegare alla popolazione cosa sia contenuto nel materiale esposivo di missili, razzi e proiettili.

Lasciamo nel dimenticatoio la quantità di armi all’uranio impoverito fatte esplodere nei balcani o le armi al fosforo bianco su Falluja. La guerra non ha alcun rispetto per la Terra eppure gli armamenti sono sempre una priorità.

Negli occhi i fumi dei pozzi di petroli in fiamme durante la guerra del golfo. La diga fatta saltare dai Russi. Il gas perso nel mare per a causa del sabotaggio del Nord Stream. I fumi provenienti dalla devastazioni e dai depositi di carburanti colpiti. Chissà per quanto durerà ancora nel silenzio delle diplomazie mondiali.

Allora davanti a queste osservazioni interroghiamoci sul tipo di politica che vogliamo seguire per salvaguardare la nostra Terra e per esteso la nostra salute al fine di proporre un modello di sviluppo veramente diverso e non solo a chiacchiere.

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