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Politica

Riforma fiscale: in esame preliminare lo stralcio delle cartelle dopo 5 anni

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Riforma fiscale: prevista anche l’allungamento della rateazione da 72 a 120 rate e di un periodo di uguale misura se comprovato il peggioramente economico del debitore

Riforma Fiscale. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che introduce alcune riforme fiscali nel sistema nazionale di riscossione. A proporlo il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti. Il provvedimento è approvato tuttavia in esame preliminare.

Si legge nella comunicazione di Palazzo Chigi che la finalità del testo sarebbe quella di assicurare – in maniera organica – maggiore efficacia, imparzialità ed efficienza al sistema di nazionale di riscossione. Il tutto in un approprioato bilanciamento con i diritti dei contribuenti.

Prevista per l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) una pianificazione annuale volta ad assicurare la salvaguardia dei crediti tributari affidati dai vari Enti. Ciò dovrebbe avvenire “mediante il tempestivo tentativo di notifica della cartella di pagamento e degli atti interruttivi della prescrizione e la conseguente tempestiva gestione delle attività di recupero”.

Dal 2025 dovrebbe essere introdotto, l’istituto del “discarico automatico” dei ruoli affidati ad AdER decorsi 5 anni dal loro affidamento. Si tratta di un dispositivo che permette di stralciare automaticamente le cartelle dopo cinque anni.

Vi sono tuttavia delle eccezione che riferiscono a quelle “i cui crediti sono oggetto di procedure esecutive, concorsuali o di accordi di ristrutturazione del debito ai sensi del codice della crisi d’impresa”.

Il Governo però precisa che il discarico non comporta automaticamente l’estinzione del debito. In presenza “nuovi e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore”, infatti, pertanto l’Ente creditore può provvedere autonomamente alla riscossione del credito non prescritto o riaffidarlo ad AdER.

Sull’azione di recupero dei crediti affidati ad AdER e su quella di discarico automatico sono previsti – a quanto sembra – due livelli di controllo: quello il controllo del Ministero dell’economia e delle finanze e quello dell’Ente creditore, che può contestare all’agente della riscossione l’intervenuta decadenza o prescrizione del diritto di credito.

L’agente può definire la contestazione in via agevolata, pagando una somma pari ad un ottavo dell’importo del credito affidato oltre interessi (di un terzo in caso di mancata definizione agevolata o in assenza di ricorso alla Corte dei conti).

La responsabilità amministrativa e contabile dell’agente della riscossione è limitata ai casi di dolo, nonché ai casi di colpa grave nelle ipotesi di decadenza o prescrizione del diritto di credito.

Prevista inoltre la costituzione di un’apposita Commissione, per individuare possibili soluzioni legislative, per i discarichi dei ruoli affidati ad AdER dal 2000 al 2024. Si tratta di cartelle per oltre un miliardo di euro che giacciono l’ente riscossore. Sarebbe necessario capire quali effettivamente sono esegibili e quali impossibile da fare rientrare.

Introdotta inoltra una specifica disciplina per le cosiddette “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e per le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato. Tali somme infatti non sono soggette al discarico automatico e alla reiscrizione a ruolo.

Ancora, il Governo ha previsto “la progressiva estensione del numero massimo di rate per la rateizzazione ordinaria dei debiti fiscali dalle attuali 72 a 120”.

In caso di comprovato peggioramento della situazione economica del debitore, il periodo può essere prorogato di una sola volta per un periodo di pari durata.

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