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Esposto di Codacons in procura: vergognose lacrime di coccodrillo di Chiara Ferragni
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2 anni fail

Ferragni, darò 1 milione al regina Margherita per i bimbi. Codacons: vergognose lacrime di coccodrillo. Parte oggi esposto a 104 procure per ipotesi di truffa
Da Chiara Ferragni arrivano oggi vergognose lacrime di coccodrillo per ripulire la sua immagine pubblica dopo la multa dell’Antitrust sul caso Balocco. Lo afferma in una nota stampa inviata ieri ai media il Codacons – promotore assieme ad Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi dell’esposto all’Autorità da cui è scaturita la sanzione – che proprio oggi deposita l’annunciato esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia per l’ipotesi di truffa aggravata.
Mai più beneficenza da chi tenta di ricattare i giudici con promesse di donazioni per ottenere la diminuzione della sanzione
“Non scuse e mai più beneficenza (che si scrive senza la “i”…) da chi finge di pentirsi e tenta di ricattare i giudici con promesse di donazioni finalizzate ad ottenere una riduzione della sanzione Antitrust – afferma il Codacons – Chi continua a far finta che il dolo di questa abominevole operazione di lucro sia solo un “errore di comunicazione” o non capisce, o fa finta di non capire, e quindi non deve donare più nulla, e se vuole fare beneficenza può depositare il milione di euro promesso presso la Presidenza del Consiglio che provvederà a beneficare chi veramente ne ha bisogno”.
Intanto il Codacons ha fatto partire oggi gli esposti a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di aprire indagini sul territorio in merito al caso del pandoro griffato Ferragni per la possibile fattispecie di truffa aggravata.
ecco cosa scrive L’associazione nella Denuncia
Si legge nella denuncia dell’associazione:
“La campagna promozionale invitava ad acquistare un pandoro Balocco-Ferragni e spronava all’acquisto facendo capire che il ricavato della vendita sarebbe andato interamente in beneficenza. Tutti i messaggi veicolati al pubblico per presentare l’iniziativa benefica (il comunicato stampa, una pagina sul sito www.balocco.it con l’indicazione della finalità della partnership, i post e le stories pubblicate dalla Signora Chiara Ferragni), sono stati realizzati associando le vendite del Pandoro griffato Ferragni al reperimento dei fondi utili alla donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino, pur nella consapevolezza che la donazione era stata fatta mesi prima dell’inizio delle vendite dell’indicato Pandoro.
Appare evidente e doveroso un intervento da parte delle competenti Autorità per accertare ed in caso sanzionare le pratiche commerciali sopra denunciate in quanto, sulla scia dei sentimenti solidaristici ed alla sensibilità verso le cure per poveri bambini bisognosi, sono stati indotti comportamenti commerciali (l’acquisto di un determinato Pandoro limited edition). Nello specifico la modalità di presentazione della campagna per la vendita del pandoro limited edition è risultata ingannevole ed aggressiva, in spregio ai consumatori, i quali sarebbero tati sensibilmente influenzati nella loro capacità decisionale, soprattutto alla luce della destinazione dei ricavati ai bambini gravemente malati. Ingannevole in quanto essa induce o comunque è risultata idonea ad indurre in errore il consumatore medio inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso o che comunque non avrebbe preso con l’auspicio di concorrere per le cure pediatriche di patologie gravissime”.
Per tali motivi il Codacons ha chiesto a 104 procure di tutta Italia “di voler utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge e dal rito allo scopo di predisporre tutti i controlli necessari per accertare quanto esposto ed in caso positivo di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabilità penali e quindi la sussistenza dei presupposti per la contestazione del reato di truffa aggravata ovvero altre fattispecie penalmente rilevanti, oltre che, in caso affermativo, di esperire l’azione penale nei confronti di eventuali autori/responsabili di fatti penalmente rilevanti”.
Alla Guardia di Finanza il Codacons ha chiesto di porre sotto sequestro i conti delle società legaste a Chiara Ferragni a tutela delle azioni di rivalsa da parte dei consumatori che hanno acquistato il pandoro griffato.
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