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Cronaca

Omicidio imprenditore Pasquale Guarino: arrestato un 40enne

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Omicidio imprenditore Pasquale Guarino

Omicidio imprenditore Pasquale Guarino, L’indagato avrebbe sparato alcuni colpi di arma da fuoco uno dei quali mortale

Omicidio impredintore agricolo Pasquale Guarino. I Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere.

Ad emettere il provvedimento il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

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A finire in carcere per effetto della misura cautelare, un quarantenne di origine albanese, indagato dei delitti di omicidio volontario aggravato in concorso, rapina aggravata in concorso e tentata rapina aggravata in concorso. A diffondere la notizia una Comunicazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Il provvedimento cautelare è scattato agli esiti di una attività investigativa, effettuata a seguito della riapertura delle indagini per l’omicidio dell’imprenditore agricolo Pasquale Guarino avvenuto il 23 settembre 2015 a Santa Maria Capua Vetere in via Pozzilli in località Savignano.

Nella circostanza, un gruppo di almeno tre soggetti, nel tentativo di rapinare l’impreditore e seguito della resistenza della vittima, lo colpì con due colpi di arma da fuoco, attingendolo “all’avambraccio colpiva destro ed alla regione giugolo-sternale”.

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Proprio quest’ultima ferita ne ha cagionato la more avvenuta poco dopo presso l’ospedale di Santa Maria Capua Vetere.

L’attività di indagine, diretta da questa Procura della Repubblica ed effettuata dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, ha consentito di effettuare una ricostruzione della complessa vicenda delittuosa che è culminata con l’assassinio dell’imprenditore.

Fondamentali per le indagini l’analisi del contenuto di intercettazioni telefoniche, nonché delle immagini riprese da alcune telecamere, dei tabulati di traffico telefonico e delle dichiarazioni rese da alcune persone informate sui fatti.

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L’indagato, approfittando del rapporto di impiego che all’epoca dei fatti lo legava alla vittima ed assumendo il ruolo di “basista”, avrebbe fornito ad altri complici determinanti informazioni sugli spostamenti e sulle abitudini del Guarino.

Tali informazioni sarebbero poi servite affinché i complici perpetrassero la rapina ai danni dell’imprenditore che aveva con se una cospicua somma di denaro, incassata poco prima presso il mercato ortofrutticolo di Maddaloni.

I destinatari dei provvedimenti cautelari sono da ritenersi innocenti fino alla sentenza definitiva e le misure cautelari sono state adottate senza il contraddittorio con le parti e le difese. Il contraddittorio avverrà innanzi al Giudice terzo che potrà valutare anche l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli indagati.

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