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Dal 4-3-3 al 4-2-3-1: le soluzioni del Napoli di Spalletti

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Spalletti

Con Spalletti il Napoli sembra aver trovato la quadra nel classico 4-3-3, ma il 4-2-3-1 è un’altra delle soluzioni che non può essere snobbata

Dal 4-3-3 al 4-2-3-1: le soluzioni del Napoli di Spalletti. Per competere ad alti livelli, una squadra di calcio deve essere in grado di saper cambiare forma a seconda dell’avversario e della disponibilità dei giocatori. Una regola che non può non valere anche per il Napoli di Spalletti, lui che in carriera di moduli ne ha adottati diversi.

Sono ormai trascorsi 10 anni dalla difesa a 3 di “mazzarriana” memoria, un sistema che a detta degli esperti non esalta mai le motivazioni delle formazioni che intendono essere vincenti. Con Spalletti il Napoli sembra aver trovato la quadra nel classico 4-3-3, ma il 4-2-3-1 è un’altra soluzione che non può essere snobbata in questo preciso momento del ciclo vitale azzurro.

Gli addii di Koulibaly, Fabian Ruiz e Insigne hanno minato solo parzialmente la visione dell’organico. Kim sembra avere un buon fiuto per il gol, Lobotka è rinato e Kvaratskhelia è già il nuovo idolo dei tifosi. Mario Rui non dovrà più fare gli straordinari sulla corsia mancina adesso che c’è anche Olivera, ma nel complesso tutti gli elementi della rosa possono vantare oggi sostituti di tutto rispetto. Anzi, alcuni giocatori azzurri non hanno niente da invidiare ai titolarissimi e aspettano solo il momento giusto per dire la loro.

Anche per questo motivo il 4-2-3-1 è più di un’idea, perché permette di valorizzare le doti di calciatori che faticherebbero di più nel 4-3-3 o semplicemente non potrebbero trovare spazio a sfavore di altri. Si pensi in primis a Giacomo Raspadori: Spalletti ha lasciato chiaramente intendere che preferisce vederlo agire dietro la punta centrale (come contro il Lecce), anche se all’occorrenza potrebbe essere proprio l’ex Sassuolo a diventare il terminale offensivo (come contro lo Spezia), così da ricomporre un attacco leggero come accadeva ai tempi di Insigne o Mertens “falso nueve”. Il Napoli aveva cercato persino Dybala a inizio mercato, ma “Jack” vuole dimostrare di non essere da meno. Raspadori non sarà solo il vice di Kvaratskhelia.

Accorciare il centrocampo significa anche dover affidamento a una riserva di energie notevole. Ecco che allora entra in gioco Ndombele, probabilmente il mediano più indicato per reggere il reparto insieme ad un altro compagno, che potrebbe persino essere Elmas.

Nell’amichevole con la Juve Stabia di alcuni giorni fa, il francese si è comportato più che bene in quel ruolo, andando addirittura in gol. Quando fuori condizione, comunque, Spalletti non ne farà a meno nel solito 4-3-3, che rimane sempre e comunque il modulo di base. Insomma, le varianti tattiche non cambiano, semmai solo gli interpreti. Ad esempio anche Zielinski, punto fermo del centrocampo a 3, può destreggiarsi sulla fascia per alimentare la manovra.

Erano anni che il Napoli non appariva così convincente dal punto di vista tattico. Le soluzioni alternative non sono viste infatti come un semplice ripiego.

La considerazione mediatica della squadra partenopea è molto cambiata negli ultimi tempi. Fino a qualche settimana, infatti, fa sembrava che gli azzurri si fossero indeboliti in seguito alle tante partenze. Oggi anche le scommesse sportive consultabili online danno maggiore fiducia al Napoli, che ha tutte le carte in regola per lottare per lo scudetto.

La coperta è lunga e la qualità tecnica abbonda. Con un po’ di fortuna, il Napoli può riuscire a scavalcare anche le big del Nord, attualmente ancora le prime favorite nei pronostici.

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