Cronaca
Colpo alla Camorra nell’acerrano: arrestate sette persone
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2 anni fail

Colpo alla camorra nell’acerrano: tra i reati contestati estorsione, detenzione di armi, il tutto aggravato del metodo mafioso
Colpo alla camorra nell’acerrano. Oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Napoli che ha disposto la misura della custodia cautelare custodia per sette persone, di cui quattro in carcere e tre agli arresti domiciliari.
Destinatari del provvedimento cautelare in carcere sono: Diego Andretta (classe 1974), Pasquale Balascio (classe 1988), Vincenzo Capone (classe 1972) e Behar Jani (classe 1977).
Ai domiciliari sono finiti invece: Carmine Pacilio (classe 1959), Giordano Salvatore Pacilio (classe 1969) e Riemma Antonio (classe 1947).
Gli indagati sono ritenuti – a vario titolo – gravemente indiziati dei reati di trasferimento fraudolento di valori, usura aggravata dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione di armi aggravata dal metodo mafioso e detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. A diffondere la notizia una comunicazione della Questura di Napoli su delega della locale Procura della Repubblica
L’attività investigativa, effettuata dal febbraio 2022 dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Commissariato di Acerra, diretta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha consentito di raccogliere elementi probatori in ordine all’esistenza di due gruppi camorristici operanti nell’acerrano. I due sodalizi criminali sarebbero uniti da un’alleanza, ma tra loro distinti. Avrebbero infatti ognuna i propri vertici ed affiliati: quello facente capo ad Salvatore Andretta e quella facente capo ad Bruno Avventurato.
L’indagine ha permesso poi di rilevare un grave quadro indiziario a carico di Diego Andretta e Pasquale Balascio, le cui attività illecite in materia di usura, svolte al fine di agevolare il clan Andretta, ad un certo punto si sono incrociate con quelle del Capone, in quanto relative a soggetti che hanno maturato debiti nei confronti di entrambi.
Acccertata, inoltre, la fittizia titolarità/disponibilità delle ditte operanti nel settore delle onoranze funebri sul territorio di Acerra.
In particolare, le attività investigative esperite hanno appurato che da decenni sul territorio in parola, nel settore delle onoranze funebri, si è sempre distinta la famiglia “Pacilio” che gestisce in modo pressoché monopolistico l’attività di trasporti funebri, servizi di tumulazione, inumazioni ed esumazioni, stampa ed affissione di manifesti mortuari sul territorio.
Nel corso delle indagini è emerso che tale titolarità delle ditte funebri nel marzo 2022 era stata fittiziamente attribuita dai fratelli Pacilio ad Antonio Riemma, al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione, essendo stata emessa a carico della ditta dei Pacilio un’interdittiva antimafia.
Nel corso dell’attività è emersa la figura di Behar Jani, gravemente indiziato di aver importato ingenti quantitativi dalla Spagna di sostanza stupefacente del tipo amnesia nell’estate del 2022. Avrebbe offerto in vendita ingenti quantitativi di cocaina e amnesia tra l’agosto e il settembre 2022, in concorso con l’indagato Antonio Riemma.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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