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Investimenti mortali sulle strisce a Salerno. Codacons parte civile
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3 anni fail

Investimenti mortali sulle strisce a Salerno. Codacons: Dopo incontro con il Prefetto si nota in città qualche semaforo funzionante in più e maggiori controlli
Due investimenti mortali a Salerno sulle strisce pedonali a distanza di pochi giorni. Colpevoli secondo il Codacons la mancanza o il mal funzionamento de dispositivi di regolamentazione del traffico come semafori e la mancanza di controlli. È quello che denunciava il Codacons l’indomani degli incidenti. Dopo l’interessamento dell’Associazione qualcosa è iniziato a cambiare. Lo riporta l’associazione in una nota inviata ieri in redazione.
Il Codacons subito dopo chiedeva e otteneva un incontro in Prefettura
«Solo dopo le nostre denunce e dopo il nostro incontro in Prefettura con il Capo di Gabinetto dott.ssa Fracassi qualcosa si comincia ad intravedere in città: qualche semaforo in più funzionante, strisce acustiche, un po’ più di controlli, ma non basta». Così il Codacons nella nota.
L’associazione si costituirà parte civile nei processi
«Il Codacons si costituirà parte civile nei processi per i due omicidi stradali avvenuti purtroppo a spese di una ricercatrice ed un signore pieno di energia ed entusiasmo».
Afferma l’Avv. Matteo Marchetti, vice segretario nazionale del Codacons.
La responsabilità va allargata anche per le omissioni
«È giusto che vengano accertate tutte le responsabilità sia degli autori materiali, ricordo che entrambi si trovavano sulle strisce pedonali, ma anche le omissioni di coloro che sono preposti a garantire la sicurezza sulle strade come gli amministratori comunali ed il personale della
polizia municipale». Ha sottolineato ancora Marchetti nella comunicazione-
«A nostro avviso proprio le ultime azioni messe in campo dal Comune di Salerno costituiscono la prova delle omissioni precedenti. La città è stata per mesi terra di nessuno, con rally quotidiani a qualsiasi ora del giorno e della notte, i due decessi sono stati solo la punta di un iceberg di cui tutti erano a conoscenza». Rimarca ancora il vice segretario nazionale di Codacons.
«Per questo motivo – conclude Marchetti – ci costituiremo parte offesa già nella fase delle
indagini per fornire al pubblico ministero tutto il contributo necessario perché tutte le
responsabilità a vari livelli vengano accertate in modo esemplare».
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