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Pagghiòla: romanzo d’esordio di Simona Pennisi

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Pagghiòla

Pagghiòla, di Simona Pennisi porta il lettore attraverso le vicende di un condominio catanese dove ognuno cerca di “intrigarsi” nella via dell’altro

Pagghiòla è il romanzo d’esordio della scrittrice e pittrice siciliana Simona Pennisi. Classe 1987, anche la copertina del libro – pubblicato dall’editore milanese Bookabook – è interamente disegnata da lei: una testa di moro dal cui capo fioriscono fiori.

Il romanzo di Pennisi è un inno alla sicilianità, e non solo. Uno specchio della vita condivisa di paese, Pagghiòla si fa regno di pettegolezzi e racconti tramandati di porta in porta.

Al contempo conduce in scena un po’ della Sicilia che tutti conosciamo (anche e soprattutto attraverso i luoghi comuni che contraddistinguono l’isola). Dai tipici dolci siciliani alla particolare arte del “cuttìgghiu”.

Pagghiòla è ambientato in un condominio catanese, dove i condomini passano la maggior parte del proprio tempo a spiare le vite altrui. Ognuno di loro ha la propria vita, un lavoro, le proprie fissazioni e i suoi problemi a cui pensare… ma per tutti c’è sempre tempo per “cuttìghiare”.

A intricare i fili delle variegate vite condominiali c’è Caterina. Ella è protagonista indiscussa di un romanzo che porta con sé la freschezza della commedia, ma la profondità dei trascorsi e delle problematicità delle vite di ogni personaggio.

Ma di una Sicilia sempre immersa nel sole, non solo racconti e pettegolezzi compongono l’intreccio del romanzo.

Pagghiòla va oltre e presenta ai suoi lettori un fattore più intimo che sottintende tutta la narrazione: la necessità, oggi più che mai, di andare contro i pregiudizi e gli stereotipi.

La necessità di avvicinarsi al prossimo disarmati, spogliati delle idee che ci facciamo verso gli altri prima ancora di averli conosciuti.

Allo stesso tempo, i pregiudizi – elemento cardine nella storia raccontata da Simona Pennisi – guidano la storia, talvolta facendo cambiare traiettoria ai personaggi, altre incoraggiandoli a fare sempre le scelte sbagliate.

E allora, Caterina, studentessa universitaria single che va ad abitare l’antica dimora della nonna, così immersa nella cultura del giudizio facile, sarà in grado di sottrarsi ai tentativi di spionaggio persistenti messi in atto dal condominio contro la nuova arrivata?

Una madre che cresce i suoi due figli da sola e che non sembra essere interessata a render tutti e tutte partecipi della propria vita. Eppure, è sempre la curiosità a legare anche questi due personaggi, Veronica e Caterina, entrambe spinte dal desiderio di esplorare l’altra, di andare oltre ciò che sembra da fuori.

In un crescendo di ironia e sarcasmo, Simona Pennisi ci conduce attraverso un viaggio fatto sì di risate, ma che restano amare e che trovano senso soprattutto quando disattendono i pregiudizi.

La lettura di Pagghiòla ha saputo ricordare l’ironia di Chiara Moscardelli o di altre autrici di piglio ironico come Alessia Gazzola. Allo stesso tempo, forse per l’ambientazione o per il racconto sulla fragilità umana, ha saputo riportare alla memoria un libro di Muriel Barbery letto tanto tempo fa, il celebre L’eleganza del riccio.

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