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Campania, nuova proposta di legge sul caregiver familiare: diritti e tutele
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La proposta di legge regionale “Prendersi cura di chi si prende cura” introduce card del caregiver, sostegni economici, rete di servizi e tutele per giovani e lavoratori
La Regione Campania compie un passo importante verso il riconoscimento e la tutela di una figura spesso invisibile ma fondamentale: il caregiver familiare. Con la proposta di legge n. 16 del 23 marzo 2026, dal titolo “Prendersi cura di chi si prende cura”, si introduce un sistema organico di diritti, sostegni e servizi dedicati a chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente.
Chi è il caregiver familiare
La proposta amplia e chiarisce la definizione di caregiver: si tratta di una persona che, in modo volontario, gratuito e continuativo, si prende cura di un familiare affetto da disabilità o patologie croniche, anche senza convivenza.
Si tratta di un ruolo essenziale nel sistema di welfare, ma fino ad oggi spesso privo di un adeguato riconoscimento giuridico e sociale.
Il riconoscimento ufficiale e la “Card del caregiver”
Uno degli aspetti più rilevanti della proposta è la possibilità di ottenere uno status formale di caregiver, attraverso una procedura presso i servizi territoriali, con risposta entro 30 giorni.
Al riconoscimento è collegata una novità significativa:
il rilascio di una Card del caregiver, utile per accedere più facilmente ai servizi e ridurre i tempi di attesa.
Una rete di sostegno integrata
La proposta di legge prevede la creazione di una vera e propria rete di supporto, che coinvolge:
- servizi sociali e sanitari;
- medici di base e specialisti;
- psicologi;
- associazioni e Terzo settore.
L’obiettivo è evitare l’isolamento del caregiver e garantire un’assistenza coordinata e continua.
Sostegni concreti: economici, psicologici e organizzativi
Il cuore della riforma è rappresentato dagli interventi a favore dei caregiver, tra cui:
- Assegni di cura e contributi economici;
- Supporto psicologico gratuito
- Formazione e aggiornamento
- Servizi di sollievo, con sostituzioni temporanee
- Accesso facilitato alle strutture sanitarie
- Consegna domiciliare di farmaci e dispositivi
Si tratta di misure pensate per migliorare la qualità della vita del caregiver e prevenire situazioni di stress e burnout.
Il “budget personale”: una novità innovativa
Particolarmente innovativa è l’introduzione del budget personale del caregiver: un contributo a fondo perduto destinato non solo all’assistenza, ma anche al benessere della persona che cura.
Potrà essere utilizzato per:
- tempo libero
- formazione
- cura personale.
Il budget sarà accreditato su una card dedicata e utilizzabile con strumenti tracciabili, senza obbligo di rendicontazione diretta.
Attenzione ai giovani caregiver
La proposta dedica uno spazio importante ai giovani tra i 16 e i 28 anni che assistono un familiare.
Sono previste:
- agevolazioni scolastiche
- riconoscimento di crediti formativi
- percorsi universitari facilitati
- misure contro la dispersione scolastica
Un passo fondamentale per riconoscere un fenomeno spesso sommerso.
Lavoro e caregiver: verso una maggiore conciliazione
La Regione promuove accordi con le imprese per favorire:
- flessibilità oraria
- smart working
- welfare aziendale
Inoltre, l’esperienza di caregiver potrà essere valorizzata nei concorsi pubblici e nei percorsi di reinserimento lavorativo.
Il “dopo”: sostegno anche dopo la perdita
Uno degli aspetti più innovativi è l’attenzione al periodo successivo alla cura.
Dopo la perdita della persona assistita, il caregiver potrà beneficiare di:
- supporto psicologico
- orientamento al lavoro
- contributi economici temporanei
Un riconoscimento importante del forte impatto emotivo e sociale di questa fase.
Risorse e monitoraggio
La legge prevede:
- l’istituzione di un fondo regionale dedicato
- relazioni annuali per valutare l’efficacia delle misure
Segno di una volontà di rendere la norma non solo simbolica, ma realmente operativa.
Questa proposta di legge rappresenta un cambio di paradigma:
il caregiver non è più solo un “familiare che aiuta”, ma un soggetto titolare di diritti, con bisogni propri e meritevole di tutela.
Se approvata, la Campania si collocherebbe tra le regioni più avanzate nel riconoscimento del valore sociale ed economico della cura informale.
Una riforma che, finalmente, mette al centro chi ogni giorno si prende cura degli altri.
Avv. Lelio Mancino

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