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Palestine Action Italia: due attivisti in Tribunale per danni materiali contro Leonardo S.p.A.
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Attivisti processati per azione non violenta contro Leonardo S.p.A.: il dibattito legale sulla complicità italiana nel conflitto a Gaza
Due attivisti di Palestine Action Italia sono stati chiamati a processo per aver accusato la Leonardo di complicità in atti di genocidio e per aver imbrattato con della vernice rossa l’entrata della sede di Leonardo S.p.A. a Roma nel novembre 2024 durante una azione diretta non violenta. La multinazionale si costituisce parte civile per danni materiali.
L’azione ha avuto luogo a un anno dall’inizio del bombardamento a tappeto portato avanti dal governo israeliano sulla Striscia di Gaza, un anno che la popolazione sopravvissuta di Gaza descrive come se “l’inferno si fosse abbattuto sulla terra”. A settembre 2024, i dati mostravano 41mila morti, 95mila+ feriti, due milioni sfollati, un milione i bambini con urgente bisogno di supporto psicologico, 19 ospedali completamente fuori uso su 26, gli edifici distrutti 6 su 10.
In questo primo anno di genocidio Leonardo S.p.A., e quindi il governo Meloni – essendo l’azienda partecipata al 30,2% dallo stato italiano che ne detiene la governance – ha continuato l’export verso Israele di armamenti e munizioni (componenti per i cacciabombardieri F-35 utilizzati nei bombardamenti su Gaza, cannoni navali super-veloci, alette per le bombe GBU-39 e radar, pezzi di ricambio per la flotta di velivoli M-346), aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi, nonché attività di supporto logistico per la flotta di velivoli da addestramento.
Quello di prevenire il genocidio è infatti un obbligo inderogabile del diritto internazionale, e dato che la Corte internazionale di giustizia ha emesso nel gennaio del 2024 la prima di tre ordinanze cautelari che riconosceva il rischio reale ed imminente di atti di genocidio nella Striscia di Gaza, Leonardo ed il governo Meloni (non avendo annullato i contratti predatati al 7 ottobre con Israele) sono di fatto complici di Israele, come tra l’altro confermato dai mantenuti ed anzi aumentati rapporti diplomatici tra i due stati.
Diversi ricorsi sono già stati depositati su Leonardo: una è quella soprannominata “In nome della legge, giù le armi, Leonardo!” depositata il 29 settembre 2025 presso il Tribunale civile di Roma dalle associazioni AssoPacePalestina, A Buon Diritto, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, Un Ponte Per e la Dott.ssa Hala Abulebdeh con cui si richiede che vengano dichiarati nulli i contratti preesistenti tra Leonardo S.p.A. e Israele;
Uno dei due attivisti coinvolti in questo processo spiega: “Noi andremo a questo processo da indagati ma ci andiamo con la certezza di essere nel giusto. Non altrettanto i dirigenti della Leonardo: a quando sul banco degli imputati per complicità in genocidio?”
Il 20 gennaio 2026 c’è stata la prima udienza dibattimentale durante la quale le due parti avrebbero depositato in cancelleria le liste dei testimoni, periti e consulenti tecnici. Riportiamo che tutti i testimoni di Palestine Action Italia sono stati accettati e che l’ascolto degli stessi avrà luogo il 10 settembre 2026 al Tribunale di Roma.
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