Esteri
Corea del Nord schiera truppe a sostegno della Russia in Ucraina: tensioni crescenti sullo scenario internazionale
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Sostegno militare di Pyongyang a Mosca, pressioni USA sull’Europa e il cruciale vertice sulla sicurezza a Londra.
Il National Intelligence Service (NIS) della Corea del Sud ha riferito che la Corea del Nord ha inviato truppe aggiuntive per supportare la Russia nella guerra contro l’Ucraina. Secondo l’agenzia di spionaggio di Seul, il numero esatto dei soldati dispiegati è ancora in fase di valutazione, ma si stima che oltre 1.000 militari nordcoreani siano stati inviati tra gennaio e febbraio. La notizia, riportata dall’agenzia Yonhap, sottolinea il crescente coinvolgimento di Pyongyang nel conflitto, rafforzando i legami tra Kim Jong-un e Vladimir Putin.
Gli Stati Uniti esortano l’Europa a intensificare gli sforzi di deterrenza
Nel frattempo, il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito la necessità di un maggiore coinvolgimento europeo nella deterrenza contro la Russia. In un’intervista a Fox News, Rubio ha sottolineato l’importanza di rendere più difficile qualsiasi futura aggressione contro l’Ucraina. Pur confermando che la NATO non è direttamente minacciata, ha esortato gli alleati europei ad aumentare la spesa per la difesa.
Zelensky alla Casa Bianca: focus sull’intesa per le terre rare
Venerdì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atteso alla Casa Bianca per la firma di un accordo strategico sulle terre rare. Tuttavia, il punto cruciale dell’intesa sarà il confronto a porte chiuse con il presidente Donald Trump, il quale ha ribadito la necessità di garantire un ritorno economico agli Stati Uniti. L’accordo prevede la creazione di un fondo di investimento congiunto tra USA e Ucraina, finanziato con il 50% dei profitti derivanti dallo sfruttamento delle terre rare, ma non offre impegni espliciti sulle garanzie di sicurezza per Kiev.
Le preoccupazioni dell’Ucraina e il ruolo dell’Europa
Da Kiev il messaggio è chiaro: le condizioni dell’accordo non sono ancora state definite. Oltre alla spartizione delle risorse naturali, l’Ucraina richiede garanzie di sicurezza concrete da parte degli Stati Uniti, un aspetto che al momento rimane vago nel testo dell’intesa. Trump ha dichiarato di non voler fornire garanzie di sicurezza dirette, spostando la responsabilità sull’Europa. “Faremo in modo che sia l’Europa a farlo”, ha affermato, suggerendo l’invio di truppe di peacekeeping europee, nonostante il rifiuto di Mosca.
Summit sulla difesa comune a Londra
Nel fine settimana, il premier britannico Keir Starmer e i leader dei Ventisette accoglieranno Zelensky a Londra per un summit dedicato alla difesa comune. L’incontro, che vedrà la partecipazione della premier italiana Giorgia Meloni, servirà a consolidare il sostegno europeo a Kiev e a discutere le prossime mosse diplomatiche. Il dibattito proseguirà al vertice straordinario del 6 marzo a Bruxelles, dove gli Stati membri dovranno affrontare la questione dell’invio di forze di peacekeeping in Ucraina.
Il premier polacco Donald Tusk ha ribadito la ferma opposizione a qualsiasi concessione territoriale alla Russia, dichiarando che l’Europa non può accettare la “capitolazione dell’Ucraina alle richieste sfacciate di Mosca”. Con le tensioni in aumento e le posizioni ancora divergenti, il futuro della sicurezza europea e del conflitto in Ucraina resta appeso a un fragile equilibrio diplomatico.

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