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Guerra tra clan a Pianura, blitz: 29 arresti
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4 anni fail
Guerra tra clan a Pianura. Eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 29 persone
Guerra tra clan a Pianura. Oggi la Squadra Mobile della Questura di Napoli ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Ad emettere il provvedimento i Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
Destinatarie 29 persone ritenute dagli inquirenti a vario titolo, gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto di armi da fuoco. Gravemente indiziate, ancora, di associazione finalizzata al traffico ed alla distribuzione di sostanze stupefacenti, tutti aggravati dal metodo mafioso.
A far scattare l’operazione gli esiti delle indagini avviate dopo i ferimenti di Antonio Carillo e Lorenzo Rossetti, avvenuti il 5 e il 6 dicembre 2020. In quel frangente sono iniziati i contrasti tra soggetti prima associati tra loro. A scaturire i delitti gli accesi conflitti tra i due gruppi criminali che, contrapposti tra loro, si contendono il controllo e il predominio degli affari illeciti nel quartiere di Napoli Pianura.
Le indagini hanno permesso di acquisire a carico degli indagati gravissimi indizi di colpevolezza, relativi al traffico di droga in forma organizzata, estorsioni alle piazze di spaccio, fatti di sangue. Hanno permesso inoltre di acquisire elementi anche in ordine ad attentati nei confronti di attività imprenditoriali, detenzione di armi da fuoco anche da guerra e infine detenzione di ingenti quantitativi di droga. A coordinare le indagini la DDA di Napoli
Le indagini hanno permesso di consegnare un quadro probatorio che ha consentito di registrare l’asceda del nuovo gruppo criminale tra i cui componente annovererebbe Antonio Calone, Carlo Esposito e Mariscano Emanuele. Tale gruppo sarebbe contrapposto all’altra compagine nella quale spiccherebbe Antonio Carillo.
Tra i reati contestati anche una stesa commessa in danna dell’attività di lavaggio auto “Pit Stop” di via Padula e il tentato omicidio di Francesco Divano.
I proventi delle attività illecite, infine, erano accandonati per l’eventuale acquisto futuro nell’acquisto di orologi di valore.
Il provvedimento eseguito oggi è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
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