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18-Aug-2019 Aggiornato alle 18:11 +0200

Laureana Cilento, acque reflue nel fiume Testene: denunciati i responsabili

  • Scritto da Nota stampa, Carabinieri NOE Salerno
  • Pubblicato in Ambiente
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Laureana Cilento, acque reflue nel fiume Testene: denunciati i responsabili Foto: Archivio Laureana Cilento, acque reflue nel fiume Testene: denunciati i responsabili

L'impianto industriale controllato dai Carabinieri del NOE di Salerno immetteva in atmosfera senza autorizzazione e le acque reflue non ricevevano trattamenti.

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, hanno apposto i sigilli di sequestro ad un impianto produttivo situato nell’area industriale del comune di Laureana Cilento (SA).

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Nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo sul rispetto della normativa ambientale coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, i Militari hanno ispezionato un noto impianto adibito alla lavorazione di metalli, accertando gravi ed attuali violazioni in materia ambientale.

A conclusione degli accessi ispettivi avviati nel mese di settembre dai militari del Noe, era emerso infatti che i titolari esercitavano l’attività produttiva in assenza delle necessarie autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e agli scarichi delle acque reflue industriali, appurando che lo smaltimento delle acque di dilavamento del piazzale avveniva tramite immissione diretta nel corpo idrico superficiale (fiume Testene) senza alcun preventivo trattamento.

E’ stato riscontrato inoltre che il processo di lavorazione avveniva senza adottare le necessarie cautele provocando la diffusione negli ambienti circostanti di rumori molesti per il vicinato.

All’esito degli accertamenti di rito, da cui è scaturita la denuncia dei 3 responsabili dell’impianto, la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, concorde con le valutazioni effettuate dai militari specializzati, ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza dell’intero opificio industriale onde interrompere l’attività di lavorazione ed impedire una ulteriore lesione dell’interesse minacciato.